Post by AcremonePost by a***@yahoo.comMa se ne conoscete di più belli o anche di solamente paragonabili, sono assai curioso di capire quali possano essere.
La butto lì: Schubert. Però non era di Napoli e questo credo che con te
chiuda quasi tutte le possibilità.
http://youtu.be/e52IMaE-3As
Tutti i gusti son gusti.
Carissimo acremone, innanzitutto ben tornato dalle vacanze.
Conosco molto bene quel trio di Schubert, al punto che non capisco se lo conosci davvero anche tu, oppure vuoi fare il burlone. Oppure, terza opzione, pur di andar contro i compositori storici partenopei sei capace di amare di tutto.
Amare anche cose amare.
Perché, acremone carissimo, è pacifico che l'andante "cinematografico" di Schubert sia tra i capisaldi della letteratura cameristica di tutti i tempi; ma vogliamo parlare del resto del trio?
Io penso che neanche il più illuminato degli sciamani saprebbe spiegare come Schubert abbia potuto concepire battute così orrende come quelle del primo tema, per dirne una (mis. 1 - 12):
Ora, acremone carissimo, specie a fronte di tanta bellezza dell'andante, tu davvero riesci a mandare giù quelle misure del primo tempo?
Cioè, davvero non ti suonano sceme che più sceme non si può?
Guarda che ci vuole impegno per fare un tema così scemo:
(in ottavone comicissime)
MIIIIIIIIIB - sib - sol - lab - do - sib - sol - mib.
E quella terrificante scaletta, sempre per ottave, che chiude la frase (mis. 11)?
fa sol la sib do re mib!
Ripeto: bene e sacrosanto esaltare la bellezza dell'andante. Ma del trio no, Cristo Santo. E' una continua doccia fredda, questa roba. Non appena c'è l'idea ispirata, ecco che quella scema fa da contrappeso inesorabile. E così, ecco che lo sviluppo è guastato dall'abuso di ripetizioni dell'accompagnamento in terzine
http://youtu.be/5oV5DyJeVyg
Per non parlare dell'insistente valzerino infantile dello scherzo... alla decimillesima ripetizione mi viene voglia di dare craniate contro il muro. L'ultimo tempo, che prolunga in binario il ritmo dello scherzo ternario, è la mazzata finale.
Post by AcremoneSe hai voglia e tempo, dai un'occhiata alle date di composizione.
Secondo me serve.
Il discorso che facevo sulle date non è nel senso che sembri intendere tu. Non era certo per voler dimostrare quanto avveniristico fosse Martucci in quell'anno. L'anno 1882 e la coincidenza delle date Brahms e Martucci ci mostrano però un Brahms che si ispirava allo stile strumentale italiano nascente, e spingono a farci chiedere come esattamente Brahms, proprio in quegli anni, fosse venuto in contatto con Martucci.
Ma siccome hai interesse alla questione delle date, e siccome Martucci seguiva la teoria del due (cioè: scrivo due e due sole composizioni su un dato genere, la prima con ogni bellissima cura; con la seconda cerco di superare me stesso e metto la parola fine al genere)
...cos'è questo inizio bitonale? Roba per pochi volenterosi, è troppo "oltre" questa musica, direi che Janacek c'è già tutto:
oppure
http://youtu.be/elLZSWstl5k
e cosa sono le armonie di questa progressione?
http://youtu.be/elLZSWstl5k
E queste none (pare musica tonale postmoderna del 1940)?
http://youtu.be/elLZSWstl5k
E il trio dello scherzo?????? Qui siamo a livelli di bellezza trascendentale. A parte il fatto che è fenomenale l'accordo in fortissimo che coglie di sorpresa immediatamente prima del trio... lascio indovinare chi evidentemente anticipano queste note così languide, ora amare ora dolciastre:
http://youtu.be/elLZSWstl5k
Io quando ascolto i trii, parto sempre dai trii dei rispettivi scherzi. Il trio dello scherzo di un trio è il banco di prova definitivo per il trio stesso. Se non funziona lo scherzo non funziona il trio. E se non funziona il trio dello scherzo, non funziona lo scherzo stesso, di conseguenza non funziona il trio ;-)
Tutto ciò precisato, torno al dilemma iniziale: e questo sarebbe il "seguace di Brahms" ??????
ROOOOOOOOOOOOOOOOOOTFL!