Discussione:
"Argomenti"...opinioni..."mi piace"
(troppo vecchio per rispondere)
ranapo
2008-01-14 01:03:12 UTC
Permalink
YouTube - Maestro
Barenboim's Masterclass

Invito tutti a vedere (in particolare) questo interessante reperto su
Youtube.

E' a proposito della usata, abusata e :) ..."discussa" espressione
"perché mi piace" che molti usano per giustificare le loro scelte di
ascolto, di esecuzione e ...interpretative, trasversale fra
professionisti e appassionati.

:D
ranapo


--
ranapo
------------------------------------------------------------------------
ranapo's Profile: http://www.sonicbands.it/member.php?userid=810
View this thread: http://www.sonicbands.it/showthread.php?t=69053
davidino
2008-01-14 09:54:40 UTC
Permalink
On 14 Gen, 02:03, ranapo <***@no-
mx.forums.yourdomain.com.au> wrote:
> YouTube - Maestro
> Barenboim's Masterclass
>
> Invito tutti a vedere (in particolare) questo interessante reperto su
> Youtube.
>
> E' a proposito della usata, abusata e :) ..."discussa" espressione
> "perché mi piace" che molti usano per giustificare le loro scelte di
> ascolto, di esecuzione e ...interpretative, trasversale fra
> professionisti e appassionati.

Grazie per la segnalazione.
Prima annotazione: che "asshole" il giovane!!!! In diecimila
masterclass a cui ho assistito, e pertecipato, difficilmente ho
sentito una risposta così cretina e arrogante.
Secondo: tutto vero, ma nessuna rivelazione. Su queste cose
macroscopiche (scelte dinamiche sbagliate "perchè mi piace") il mio
maestro Schnabel diceva tre cose che ricordo sempre.
"Non andresti mai a disegnare dei guanti gialli sulla Gioconda, perchè
ti permetti di modificare Beethoven?"
"Se non vuoi suonare com'è scritto suona le tue composizioni!"
"Quand'ero piccolo chiedevo sempre a mio padre (Artur): "chi va
all'inferno?" e lui rispondeva: "chi inizia un crescendo prima di
dov'è scritto."

d
mario r.p.
2008-01-14 10:11:05 UTC
Permalink
> "Quand'ero piccolo chiedevo sempre a mio padre (Artur)

orpo, Artur Shnabel era non proprio amico ma buon conoscente di mio
padre!!
Che coincidenze... :-)

m.
davidino
2008-01-14 10:19:21 UTC
Permalink
On 14 Gen, 11:11, "mario r.p." <***@gmail.com> wrote:
> > "Quand'ero piccolo chiedevo sempre a mio padre (Artur)
>
> orpo, Artur Shnabel era non proprio amico ma buon conoscente di mio
> padre!!
> Che coincidenze... :-)

Beh mica tanto direi. Sai che hanno abitato tanto tempo a Tremezzo,
poi di sono spostati sopra Menaggio. Anche per una questione
sentimentale K. U. Schnabel ha fatto per anno i corsi a Cadenabbia...
Insomma... Tutto sulla tremezzina!!!!

:-)))

d
Rudy
2008-01-14 11:56:56 UTC
Permalink
davidino <***@libero.it> wrote:


> "Non andresti mai a disegnare dei guanti gialli sulla Gioconda, perchè
> ti permetti di modificare Beethoven?"
> "Se non vuoi suonare com'è scritto suona le tue composizioni!"

Ecco un argomento interessante: il terreno nel quale interpretazione e
creazione si incontrano e possono accavallarsi.

I guati gialli, no, ma i baffi alla Gioconda qualcuno li ha messi: un
certo Duchamp.
Certamente, quello che ne risulta non è un quadro di Leonardo. Ma
Leonardo c'entra eccome, perché quello che ne risulta non può essere che
il frutto dell'azione del quadro di Leonardo sulla sensibilità, sul modo
di pensare e di vedere, e alla fine sulla creatività di Duchamp.

A me sembra che la storia dell'arte dimostri che è molto limitativo
mettere dei paletti alla creatività (e credo che anche l'arte
dell'interpretazione sia una forma di creatività) umana.
Quello che ne risulta, davanti a questo "qualche cosa", è comunque un
pensiero, una riflessione, positiva o negativa, ma mai esattamente
definita.

Mi sembra di poter affermare che la progressione (non il progresso,
percarità, questo termine sarebbe sbagliato) nell'ambito
dell'espressione umana, della forma come possibilità di esprimere
"contenuti" ha proprio in questa indeterminatezza, in questa mancanza di
certezze, in questa mancanza di "assoluto", il proprio motore.

Sarò un po' blasfemo, ma credo che si riservi a una grande del passato
più rispetto raccogliendone gli stimoli e facendoli vivere (sia nel
campo dell'interpretazione, sia nel campo della composizione, sia nel
campo dove le due cose tendono a sovrapporsi) che non preoccupandosi
della fedeltà assoluta.

Ciao

Rudy

-----------------
***@tin.i
http://www.dicoseunpo.it






> "Quand'ero piccolo chiedevo sempre a mio padre (Artur): "chi va
> all'inferno?" e lui rispondeva: "chi inizia un crescendo prima di
> dov'è scritto."
>
> d
davidino
2008-01-14 13:44:56 UTC
Permalink
On 14 Gen, 12:56, ***@tin.it (Rudy) wrote:
> davidino <***@libero.it> wrote:
> > "Non andresti mai a disegnare dei guanti gialli sulla Gioconda, perchè
> > ti permetti di modificare Beethoven?"
> > "Se non vuoi suonare com'è scritto suona le tue composizioni!"
>
> Ecco un argomento interessante: il terreno nel quale interpretazione e
> creazione si incontrano e possono accavallarsi. -cut-

Rudy, per risponderti approfonditamente aspetto di trovarci alla
prossima "buca".
Sono tuttavia convinto che nel campo dell'interpretazione musicale la
creatività e la fantasia possano, e debbano, svilupparsi, crescere e
vivere all'interno del più fedele rispetto delle indicazioni del
compositore.
Ti posso assicurare che le possibilità e le direzioni rimangono
enormemente differenziate.


d
ranapo
2008-01-14 13:55:02 UTC
Permalink
davidino;544778 Wrote:
>
> d

Grazie per la segnalazione.

prego :)

Prima annotazione: che "asshole" il giovane!!!!

Sono d'accordo!

Secondo: tutto vero, ma nessuna rivelazione.

Magari non per te, ma mi pare che ad ogni pié sospinto anche in questo
NG, molti giustificano le proprie scelte con "perché mi piace"


"Se non vuoi suonare com'è scritto suona le tue composizioni!"

Qui invece bisogna operare dei distinguo: magari è segnato piano su una
certa battuta e poi per 16 battute non succede nulla. Come la mettiamo?
Guai a chi opera la benché minima differenziazione?
Eccola qua la storia dell'uso della dinamica in ..."musica"

"chi va all'inferno?" e lui rispondeva: "chi inizia un crescendo prima
di dov'è scritto."

Si vabbé, ma il problema non è tanto inizio e fine, ma il "quanto" del
durante...

ranapo


--
ranapo
------------------------------------------------------------------------
ranapo's Profile: http://www.sonicbands.it/member.php?userid=810
View this thread: http://www.sonicbands.it/showthread.php?t=69053
f***@gmail.com
2008-01-14 12:52:31 UTC
Permalink
On 14 Gen, 14:55, ranapo <***@no-
mx.forums.yourdomain.com.au> wrote:
> davidino;544778 Wrote:
> Qui invece bisogna operare dei distinguo: magari è segnato piano su una
> certa battuta e poi per 16 battute non succede nulla. Come la mettiamo?
> Guai a chi opera la benché minima differenziazione?
> Eccola qua la storia dell'uso della dinamica in ..."musica"

Ci stai dicendo che per le 16 battute non si deve suonare piano (tutto
uguale in termini dinamici, per capirci) ma restare nel piano
ruotandoci intorno in base all'occorrenza.

Ma quali sono secondo te i criteri per stabilire quest' occorrenza?
Anche pratici, partendo da alcune sinfonie o atre opere.
E poi, gli accenti non dovrebbero essere sufficienti?
Prendi in esame il "forte improvviso" di Beethoven, secondo te
andrebbe preparato con una sorta di crescendo?

Scusa le domande, solo per capire un pò meglio.

Frank
ranapo
2008-01-14 20:47:38 UTC
Permalink
***@gmail.com;545001 Wrote:
> On 14 Gen, 14:55, ranapo <***@no-
> mx.forums.yourdomain.com.au> wrote:
> > davidino;544778 Wrote:
> > Qui invece bisogna operare dei distinguo: magari è segnato piano su
> una
> > certa battuta e poi per 16 battute non succede nulla. Come la
> mettiamo?
> > Guai a chi opera la benché minima differenziazione?
> > Eccola qua la storia dell'uso della dinamica in ..."musica"
>
> Ci stai dicendo che per le 16 battute non si deve suonare piano (tutto
> uguale in termini dinamici, per capirci) ma restare nel piano
> ruotandoci intorno in base all'occorrenza.
>
> Ma quali sono secondo te i criteri per stabilire quest' occorrenza?
> Anche pratici, partendo da alcune sinfonie o atre opere.
> E poi, gli accenti non dovrebbero essere sufficienti?
> Prendi in esame il "forte improvviso" di Beethoven, secondo te
> andrebbe preparato con una sorta di crescendo?
>
> Scusa le domande, solo per capire un pò meglio.
>
> Frank

La questione è quella di sempre.
Riguarda il diagramma tensione / intensità.
Tensione= forza intrinseca di un fenomeno
Intensità: forsa "estrinseca", applicata dall'esecutore per chiarire
l'andamento della tensione ( altrimenti definito in
musica...fraseggio).
Tensione, intinseca. Se io suono un accordo più forte o più piano, non
ne modificherò sicuramente la tensione che è generata al suo interno
dalla confrontazione fra i suoi comoponenti.

Dal confronto fra due fenomeni, ad esempio un accordo di do maggiore e
un accordo di settima diminuita, indubbiamente il secondo è
"intrinsecamente" più teso del primo. Ora che io suoni più forte o più
piano sia l'uno che l'altro, questo non ne modificherà la struttura
tensiva.

C'è un compito diverso affidato all'esecutore.
Quello di DECIDERE in base a cosa lui ha capito del dipanarsi della
tensione, quale dinamica applicare per rendere esplicita quella
tensione.

Se Mozart scrive p ( piano) alla prima battuta del primo movimento
della sinfonia n° 40, e il primo segno dinamico diverso sarà f ( forte )
a metà della misura 16, che fa l'esecutore? Per 15 misure e
mezzo...tutto uguale e piano?

Ovviamente no, però...?
Con quale criterio si orienterà?
La maggioranza degli ascoltatori pensa che questo dipenderà poi dallo
"spazio interpretativo" che ciascuno...si arroga!!
E alla fine del tunnel ecco che arriva quel giudizio che tutto sembra
conciliare , sia da parte dell'esecutore( sedicente inteprete) che
dell'ascoltatore: "perché mi piace così" o ..."perché lo sento così".

Quindi ecco il mercato musicale fondato sul famoso patto scellerato:
"criterio arbitrario uso io" nell'interpretare [ e guai a chi si
permette di mettere in dubbio le mie scelte fondate sul nulla] ( pensa
.."l'interprete" ) "criterio arbitrario uso io" nel giudicare una
esecuzione [ e che nessuno si permetta di chiedermene conto, dato che
"mi piace" così] ( pensa l'ascoltatore), e allora il gioco è fatto.

C'è stato qualcuno che si è chiesto invece: ma noi ( coscienza umana )
come funzioniamo?
Quando il suono si affaccia alla nostra percezione...che ne è di noi?



ranapo

P.S. Tra l'altro è di una goduria senza limiti scoprire che un umano (
compositore) ha cercato di comunicare con altri umani ( esecutori ed
ascoltatori) fondando il proprio comporre su regole e materiali
interfacciabili con la coscienza umana, andando a sondare ciò che vi è
di comune e non forzando sull'esasperazione della soggettività.

..e da qui ...inizia lo spettacolo :D


--
ranapo
------------------------------------------------------------------------
ranapo's Profile: http://www.sonicbands.it/member.php?userid=810
View this thread: http://www.sonicbands.it/showthread.php?t=69053
enziotempo
2008-01-14 21:24:09 UTC
Permalink
On 14 Gen, 21:47, ranapo <***@no-
mx.forums.yourdomain.com.au> wrote:
>
> C'è stato qualcuno che si è chiesto invece: ma noi ( coscienza umana )
> come funzioniamo?


Male. Funzioniamo male. Dopo un secolo di psicoanalisi siamo ridotti
ad un ammasso di materia psichica altamente instabile. Evidentemente
la psicoanalisi deve aver trascurato qualche parametro, altrimenti non
saremmo a questo punto morto.

Intanto, qui da noi, occorrerebbe fare qualcosa a livello di cultura
musicale nelle scuole e in tv. Ma qualcosa di serio e ad effetto
immediato. Anche poco per ora, ma subito. E subito non significa fra
tre anni!

ET
ranapo
2008-01-14 23:34:51 UTC
Permalink
enziotempo;546087 Wrote:
> On 14 Gen, 21:47, ranapo <***@no-
> mx.forums.yourdomain.com.au> wrote:
> >
> > C'è stato qualcuno che si è chiesto invece: ma noi ( coscienza umana
> )
> > come funzioniamo?
>
>
> Male. Funzioniamo male. Dopo un secolo di psicoanalisi siamo ridotti
> ad un ammasso di materia psichica altamente instabile. Evidentemente
> la psicoanalisi deve aver trascurato qualche parametro, altrimenti non
> saremmo a questo punto morto.
>
> Intanto, qui da noi, occorrerebbe fare qualcosa a livello di cultura
> musicale nelle scuole e in tv. Ma qualcosa di serio e ad effetto
> immediato. Anche poco per ora, ma subito. E subito non significa fra
> tre anni!
>
> ET

In Italia sai bene che la parola "subbito"...non esiste.

E poi si dice che " a iatte pe fa ambresse facette e figlie cecate".

Intanto a furia di ripetere questa cosa che la musica andrebbe messa
nella scuola dalle elementari alla fine dell'obbligo ( 6 - 16) (
Pollini, Accardo, Barenboim, Ughi, insomma tutti a ripeterlo in ogni
dove) , il Ministro Fioroni un anno e un po' fa mise in piedi il
Comitato per l'insegnamento pratico della musica, presieduto da Luigi
Berlinguer che debbo dire è persona assolutamente determinata e
appassionata alle cose della musica.

Si sta dando da fare con grande accanimento e volontà. E qualcosa
incomincia a smuoversi in questo paese di zombie e di morti.

I presidi e i provveditorati incominciano ad essere presi d'assalto da
circolari e sono spinti a darsi da fare con azioni concrete per la
diffusione musicale.

Non sarà ieri, non sarà oggi, forse nemmeno nell'immediato domani, ma
qualcosa per un vicino dopodomani si sta delinenando.

Le forze presenti nel comitato sono attive e variegate. Proviamo a
darci da fare.

ranapo


--
ranapo
------------------------------------------------------------------------
ranapo's Profile: http://www.sonicbands.it/member.php?userid=810
View this thread: http://www.sonicbands.it/showthread.php?t=69053
enziotempo
2008-01-15 01:16:10 UTC
Permalink
On 15 Gen, 00:34, ranapo <***@no-
mx.forums.yourdomain.com.au> wrote:
>
> E poi si dice che " a iatte pe fa ambresse facette e figlie cecate".
>


Il Pollini la settimana scorsa ha detto che i programmi di
conservatorio sono antiquati, fermi ai suoi tempi. Alcuni quotidiani
titolavano proprio con questo tema. Bene. Lo dicevano anche a me
quando ho fatto l'esame di teoria e solfeggio nei primi ottanta. Mi
dicevano che quei metodi lì, pozzoli et similia, erano antiquati. Però
mi ci facevano studiare sopra. Poi dicevano le stesse cose del Bach/
mugellini. Ma l'urtex della Henle me lo andai a comprare da solo per
curiosità (suite francesi). Poi mi dissero che se proprio mi stava sul
culo il mugellini, con tutte quelle dinamiche e agogiche del cazzo,
c'era un'altra edizione più moderna, fresca di stampa, sempre edita da
ricordi... Io invece m'ero fissato sull'Urtext Henle e la
BusoniAusgabe, ma guarda un po'.

Siamo nel 2008, porcozzio, e l'altro giorno ero da Ricordi a Milano, e
nel reparto didattica c'erano ancora pile e pile di quegli stessi
metodi che nei primi ottanta erano antiquati ma che venivano
somministrati per via endovenosa a poveri ragazzini ignari del danno
culturale cui andavano incontro. Io allora ero già grande e mi
arrangiai con spirito da autodidatta. Ma l'altro giorno un'amica mi
dice che il nipotino, che trascrive a orecchio il tema del concerto
per clarinetto di Mozart, ha dei dubbi sul Bona. Il bambino ha dei
dubbi!!! Madonninaguardagiù. Rimando al discorso sulla psicoanalisi di
cui sopra e a questo testo nello specifico:
http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=9788833909769

Se non è cambiato nulla durante l'ultimo quarto di secolo non vedo
perché dovrebbe cambiare qualcosa da qui al 2025. Per fare cambiare
qualcosa ci vuole una presa di posizione dall'interno e da parte dei
diretti interessati. Quando gli allievi dei conservatori si
ribelleranno succederà qualcosa.

ET
ranapo
2008-01-15 10:01:06 UTC
Permalink
Come al solito, facilmente si aprono derive che portano ad OT.

Fra il pedigree di davidino e lo svecchiamento dei programmi, ci
perdiamo il "perché mi piace " come argomento per attribuire valore sia
da parte di un esecutore per le sue scelte che da parte di un
ascoltatore per confermare le proprie.

Mi ha colpito la faccia di Barenboim nel sentirsi rispondere "perché mi
piace".

Io sono quasi tre anni che litigo in molti forum per contrastare questa
affermazione, alla ricerca di "argomenti" e non di opinioni che
giustifichino l'operato musicale sia dei sedicenti interpreti che degli
ascoltatori appassionati ma forse un tantino "disinformati".

ranapo


--
ranapo
------------------------------------------------------------------------
ranapo's Profile: http://www.sonicbands.it/member.php?userid=810
View this thread: http://www.sonicbands.it/showthread.php?t=69053
enziotempo
2008-01-15 14:52:21 UTC
Permalink
On 15 Gen, 11:01, ranapo <***@no-
mx.forums.yourdomain.com.au> wrote:
> Come al solito, facilmente si aprono derive che portano ad OT.
>


Dai ranapino bello, il discorso sulla cultura musicale non è OT, al
limite è un "OT ma non troppo" :-) Tizio a domanda risponde "perché mi
piace", senza essere in grado di argomentare e giustificare, solo
perché è "profondamente ignorante" e superficiale nell'approccio
interpretativo. Spesso l'istinto aiuta, ma non si può vivere di solo
istinto come le bestie.

Potrei raccontarti un aneddoto personale su un piccolo pezzo di
Schumann e sulla mia interpretazione assai libera e "apparentemente"
in contrasto con quanto riportato in partitura. Potrei, dicevo, ma ad
un certo punto se non si fanno esempi pratici, cioè se non c'è un
pianoforte e suoniamo (e ascoltiamo), si rischia di girare a vuoto con
le parole.

ET
f***@gmail.com
2008-01-15 09:09:05 UTC
Permalink
On 15 Gen, 02:16, enziotempo <***@libero.it> wrote:
> Il Pollini la settimana scorsa ha detto che i programmi di
> conservatorio sono antiquati, fermi ai suoi tempi. Alcuni quotidiani
> titolavano proprio con questo tema. Bene.

Se per questo "Bruno Bettinelli nel libro "La composizione
musicale" (Rugginenti Editore) già nel 1996 attacca i programmi
ministeriali, criticandone pesantemente l'obsolescenza (....no nel
2008), in particolare offrendo la sua visione che è di sicuro
interesse.

Resta il fatto che la "fantomatica" riforma di innovativo ha portato
ben poco.......anche perchè non è stata attuata se non in 1 o 2
conservatori.
Quindi, come dicevi tu, i programmi ministeriali sono rimasti all'età
della pietra o agli inizi del '900 che è meglio.

Frank
f***@gmail.com
2008-01-15 09:14:48 UTC
Permalink
On 15 Gen, 00:34, ranapo <***@no-
mx.forums.yourdomain.com.au> wrote:
> enziotempo;546087 Wrote:
> il Ministro Fioroni un anno  e un po' fa mise in piedi il
> Comitato per l'insegnamento pratico della musica, presieduto da Luigi
> Berlinguer che debbo dire è persona assolutamente determinata e
> appassionata alle cose della musica.
>
> Si sta dando da fare con grande accanimento e volontà. E qualcosa
> incomincia a smuoversi in questo paese di zombie e di morti.

Segnalo questo link
http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2006/dicembre/unita_luigi_berlinguer_vedrete_faremo_cantare_la_scuola
f***@gmail.com
2008-01-15 10:15:58 UTC
Permalink
On 15 Gen, 10:14, ***@gmail.com wrote:

> Segnalo questo linkhttp://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2006/dicembre/unita_luig...

Dicembre 2006. Nel 2007 è cambiato qualcosa?

Frank
f***@gmail.com
2008-01-15 10:18:53 UTC
Permalink
On 15 Gen, 00:34, ranapo <***@no-
mx.forums.yourdomain.com.au> wrote:

Ma Berlinguer non era stato anche Ministro della Pubblica istruzione?
Se non ci è riuscito allora come può farlo adesso?

Frank
dimitri
2008-01-18 07:44:34 UTC
Permalink
Oh, gente, avete letto cosa ha scritto ***@gmail.com?
> On 15 Gen, 00:34, ranapo <***@no-
> mx.forums.yourdomain.com.au> wrote:
>
> Ma Berlinguer non era stato anche Ministro della Pubblica istruzione?

e pure uno dei peggiori... anche se la gara è veramente ardua.... pare si
impegnino a mettere i peggiori in questo dicastero... basta pensare alla
proposta (tanto per dirne una) di Fioroni di introdurre il tiro a segno
nelle ore di educazione fisica, ma con l'avvertenza (spiega la circolare) di
usare solo armi ad aria compressa e non quelle vere.... si commenta da sola,
no?
D.
davidino
2008-01-14 13:48:11 UTC
Permalink
On 14 Gen, 14:55, ranapo <***@no-
mx.forums.yourdomain.com.au> wrote:
> davidino;544778 Wrote:

>> "Se non vuoi suonare com'è scritto suona le tue composizioni!"
>
> Qui invece bisogna operare dei distinguo: magari è segnato piano su una
> certa battuta e poi per 16 battute non succede nulla. Come la mettiamo?
> Guai a chi opera la benché minima differenziazione?
> Eccola qua la storia dell'uso della dinamica in ..."musica"

Guarda, proprio sul discorso della differenziazione con Schnabel "cadi
male", non sai quanto insisteva proprio su questo punto. Ma fra
differenziazione, direzione, dinamica e "mettersi a suonare forte
dov'è scritto piano" (scusa la banalizzazione) ce ne passa.

> "chi va all'inferno?" e lui rispondeva: "chi inizia un crescendo prima
> di dov'è scritto."
>
> Si vabbé, ma il problema non è tanto inizio e fine, ma il "quanto" del
> durante...

Dai, su, grazie al... Certamente, siamo d'accordissimo, la sua era
solo la classica frase da "aneddoto".

d
{PM}
2008-01-14 17:32:35 UTC
Permalink
"davidino" <***@libero.it> ha scritto:
> Schnabel

Lo so, è O.T. rispetto all'argomento in discussione ma
tento di approfittarne...
Vorrei leggere un buon manuale sulla pedalizzazione.
Sono indeciso tra il manuale di Joseph Banowetz (di cui
non esiste versione in italiano ma solo in inglese)
e quello ("Tecnica moderna del pedale") del tuo
maestro Karl Ulrich Schnabel edito da Curci.
Che faccio, sulla fiducia prendo Schnabel? :)
Grazie mille dell'eventuale consiglio e ciao
PM
davidino
2008-01-14 17:50:54 UTC
Permalink
On 14 Gen, 18:32, "{PM}" <***@interfree.it> wrote:
> "davidino" <***@libero.it> ha scritto:
>
> >  Schnabel
>
> Lo so, è O.T. rispetto all'argomento in discussione ma
> tento di approfittarne...
> Vorrei leggere un buon manuale sulla pedalizzazione.
> Sono indeciso tra il manuale di Joseph Banowetz (di cui
> non esiste versione in italiano ma solo in inglese)
> e quello ("Tecnica moderna del pedale") del tuo
> maestro Karl Ulrich Schnabel edito da Curci.
> Che faccio, sulla fiducia prendo Schnabel? :)
> Grazie mille dell'eventuale consiglio e ciao
> PM

Rientro nella discussione (nella quale mi pento di essermi inserito,
non succederà più) per rispondere alla tua domanda: per me più si
legge e si conosce meglio è, li consulterei entrambi. Certamente
quello di Schnabel per me è assolutamente fondamentale. L'uso del
pedale è una parte fondamentale della sua poetica.

d
{PM}
2008-01-14 18:00:20 UTC
Permalink
"davidino" <***@libero.it> ha scritto:

> per me più si legge e si conosce meglio è,
> li consulterei entrambi.

Anche secondo me (trabocco di libri) :)


> quello di Schnabel per me è assolutamente fondamentale.
> L'uso del pedale è una parte fondamentale della sua poetica.

Inizierò quindi da questo, senza dubbio.
Mi piaceva l'idea di avere una parola da un allievo diretto di K.U.Schnabel.
Tra l'altro ho l'edizione critica delle 32 sonate di Beethoven del padre e
infatti è ricchissima di dettagliate indicazioni di pedale.
Ti ringrazio molto, ciao
PM

p.s. In futuro comprerò anche Banowetz (che è in inglese e costa pure caro
perchè è d'importazione).
Marco
2008-01-14 15:29:36 UTC
Permalink
ranapo ha scritto:
> davidino;544778 Wrote:
>> d
>
> Grazie per la segnalazione.
>
> prego :)
>
> Prima annotazione: che "asshole" il giovane!!!!
>
> Sono d'accordo!
>
> Secondo: tutto vero, ma nessuna rivelazione.
>
> Magari non per te, ma mi pare che ad ogni pié sospinto anche in questo
> NG, molti giustificano le proprie scelte con "perché mi piace"
>


Sì, io (nel mio piccolo da appassionato) sono stato uno di questi,
quando ebbi da dire sulle interpretazioni filologiche, specie di Zinman.
Ieri sera ho riascoltato la nona diretta da Furtwangler, e mi è
inevitabile dire per brevità che "mi piace di più", ma cosa significa
nel mio caso, esattamente? Che la scelta dei tempi e della dinamica
creano un impatto maggiore sull'ascoltatore, rafforza il carattere della
composizione. Non è una questione razionale, ma dopo aver ascoltato a
lungo le esecuzioni di altri compositori, ascoltando Furtwangler mi
illumino, mi stupisco e mi chiedo "come ho fatto a non arrivarci prima:
suonata in questo modo ha un'impatto emozionale decisamente maggiore"!
f***@gmail.com
2008-01-14 15:52:25 UTC
Permalink
On 14 Gen, 16:29, Marco <***@tin.it> wrote:
> ranapo ha scritto:
>
>
>
>
>
> > davidino;544778 Wrote:
> >> d
>
> > Grazie per la segnalazione.
>
> > prego :)
>
> > Prima annotazione: che "asshole" il giovane!!!!
>
> > Sono d'accordo!
>
> > Secondo: tutto vero, ma nessuna rivelazione.
>
> > Magari non per te, ma mi pare che ad ogni pié sospinto anche in questo
> > NG, molti giustificano le proprie scelte con "perché mi piace"
>
> Sì, io (nel mio piccolo da appassionato) sono stato uno di questi,
> quando ebbi da dire sulle interpretazioni filologiche, specie di Zinman.
> Ieri sera ho riascoltato la nona diretta da Furtwangler, e mi è
> inevitabile dire per brevità che "mi piace di più", ma cosa significa
> nel mio caso, esattamente? Che la scelta dei tempi e della dinamica
> creano un impatto maggiore sull'ascoltatore, rafforza il carattere della
> composizione. Non è una questione razionale, ma dopo aver ascoltato a
> lungo le esecuzioni di altri compositori, ascoltando Furtwangler mi
> illumino, mi stupisco e mi chiedo "come ho fatto a non arrivarci prima:
> suonata in questo modo ha un'impatto emozionale decisamente maggiore"!- Nascondi testo tra virgolette -
>
> - Mostra testo tra virgolette -

Se durante l'interpretazione riesci a tenere viva la tensione e non
bruciare le tappe del brano allora ti dò ragione.
Se fai partire la distensione del pezzo troppo presto si rivelerà una
barba oppure il contrario avrai poco tempo per scaricare la tensione e
quindi sembrerà finito troppo presto e ti lascerà "insoddisfatto".
Questo penso influenzi e le leve sono diverse, per sapere quali però
forse bisognerebbe fare l'analisi brano e riconoscere quali sono i
punti di massima tensione o i punti dove incomincia la distensione.

Frank
Marco
2008-01-14 18:16:36 UTC
Permalink
***@gmail.com ha scritto:
> On 14 Gen, 16:29, Marco <***@tin.it> wrote:

> Se durante l'interpretazione riesci a tenere viva la tensione e non
> bruciare le tappe del brano allora ti dò ragione.
> Se fai partire la distensione del pezzo troppo presto si rivelerà una
> barba oppure il contrario avrai poco tempo per scaricare la tensione e
> quindi sembrerà finito troppo presto e ti lascerà "insoddisfatto".
> Questo penso influenzi e le leve sono diverse, per sapere quali però
> forse bisognerebbe fare l'analisi brano e riconoscere quali sono i
> punti di massima tensione o i punti dove incomincia la distensione.
>
> Frank


Certamente, un esempio tipico credo sia quello citato non molto tempo
fa, del Coriolano: la tensione sviluppata da Furtwangler nel finale è
eccezionale, anche se evidentemente non è fedelissima allo spartito
originale.
giorgio p.
2008-01-14 12:49:22 UTC
Permalink
> "Non andresti mai a disegnare dei guanti gialli sulla Gioconda, perchè
ti permetti di modificare Beethoven?"

Il paragone non è pertinente.
Il quadro è fissato nei minimi particolari una volta per tutte dall'autore,
per cui non c'è filtro tra l'opera d'arte e il fruitore (certo, tutto
dipende dalla sensibilità del fruitore). E il quadro si coglie all'istante.
La musica è sì fissata su carta, anche nei minimi particolari, ma è
l'esecutore che le dà vita, volta per volta. Ed è un'arte del tempo.
E questo spiega come uno stesso interprete spesso dia versioni diverse della
stessa musica.
Certo c'è un margine di fedeltà che andrebbe rispettato (mi riferisco non
solo alle note, ovvio, ma anche a indicazioni dinamiche, agogiche, di
articolazione).
Ma uno spartito, per quanto dettagliato sia, non può essere un quadro.
Prenderà vita in mille fogge diverse, e meno male!

Senza contare che non sempre le indicazioni dell'autore devono, a mio
avviso, essere del tutto vincolanti (pensa ad esempio alle indicazioni di
metronomo di Beethoven).
La sensibilità dell'interprete valuterà volta per volta, in base all'idea
che si è fatta dell'opera e dell'effetto che vuole ottenere, se rispettarle
o meno.
Poi ognuno giudica se la cosa funziona o no.

G
davidino
2008-01-14 13:33:36 UTC
Permalink
On 14 Gen, 13:49, "giorgio p." <***@libero.it> wrote:
> > "Non andresti mai a disegnare dei guanti gialli sulla Gioconda, perchè
>
> ti permetti di modificare Beethoven?"
>
> Il paragone non è pertinente.
> Il quadro è fissato nei minimi particolari una volta per tutte dall'autore,
> per cui non c'è filtro tra l'opera d'arte e il fruitore (certo, tutto
> dipende dalla sensibilità del fruitore). E il quadro si coglie all'istante.
> La musica è sì fissata su carta, anche nei minimi particolari, ma è
> l'esecutore che le dà vita, volta per volta. Ed è un'arte del tempo.
> E questo spiega come uno stesso interprete spesso dia versioni diverse della
> stessa musica.
> Certo c'è un margine di fedeltà che andrebbe rispettato (mi riferisco non
> solo alle note, ovvio, ma anche a indicazioni dinamiche, agogiche, di
> articolazione).
> Ma uno spartito, per quanto dettagliato sia, non può essere un quadro.
> Prenderà vita in mille fogge diverse, e meno male!
>
> Senza contare che non sempre le indicazioni dell'autore devono, a mio
> avviso, essere del tutto vincolanti (pensa ad esempio alle indicazioni di
> metronomo di Beethoven).
> La sensibilità dell'interprete valuterà volta per volta, in base all'idea
> che si è fatta dell'opera e dell'effetto che vuole ottenere, se rispettarle
> o meno.
> Poi ognuno giudica se la cosa funziona o no.

A una fesseria del genere non mi metto neppure a replicare.

d
giorgio p.
2008-01-14 14:47:44 UTC
Permalink
>A una fesseria del genere non mi metto neppure a replicare.

E fai male, perché la figura del fesso (oltre che dell'isopportabile
saccente e maleducato), quando non replichi (o non sai replicare) la fai tu.

Cari saluti
G
davidino
2008-01-14 15:09:00 UTC
Permalink
On 14 Gen, 15:47, "giorgio p." <***@libero.it> wrote:
> >A una fesseria del genere non mi metto neppure a replicare.
>
> E fai male, perché la figura del fesso (oltre che dell'isopportabile
> saccente e maleducato), quando non replichi (o non sai replicare) la fai tu.

Più fesso (oltre che insopportabile saccente e stupido) di chi
comincia a commentare una frase di un "poveraccio" come Schnabel
dicendo che "il paragone non è pertinente" mi pare sia impossibile
essere.

Cari saluti a Lei, e Si ascolti un paio di video del Suo Say, che
soddisferà il Suo bisogno di buon gusto.

d
giorgio p.
2008-01-14 16:24:23 UTC
Permalink
>Più fesso (oltre che insopportabile saccente e stupido) di chi
comincia a commentare una frase di un "poveraccio" come Schnabel
dicendo che "il paragone non è pertinente" mi pare sia impossibile
essere.

Non ho dato del "poveraccio" a nessuno. Càlmati.
Ho solo cercato di confutare una tesi del tuo maestro, che NON è il Vangelo
(ma non per questo un poveraccio, come vuoi farmi dire).
Qui si discutono le cose e le idee, possibilmente in modo civile, e se pensi
che la mia opinione non meriti una risposta, abbi la cortesia di NON
rispondere, non di insultare.

Aggiungo che nella musica esistono delle bellissime "infedeltà" (come anche
delle brutte "fedeltà").
Ne vuoi un esempio? Proprio l'ultimo tempo dell'Appassionata, che il tuo
maestro prende molto veloce (a dispetto dell'Allegro ma non troppo scritto
da LVB).
E come ti spieghi che l'arietta della 111 ha un range di durate che va dai
13' di Backhaus ai 22-23 di Pogorelich e Sokolov, passando per i 18 di
Arrau?
Qui qualcuno evidentemente è poco "fedele"... ma chi? E questo sminuisce la
sua bravura e statura d'interprete?

Ultima cosa: nel video Barenboim contesta al ragazzo NON di aver suonato
forte (e quindi di non essere stato fedele), ma di non aver dato una
spiegazione plausibile alla sua "infedeltà", il che è diverso.

Saluti
G
enziotempo
2008-01-14 17:20:48 UTC
Permalink
On 14 Gen, 17:24, "giorgio p." <***@libero.it> wrote:
>
> Ultima cosa: nel video Barenboim contesta al ragazzo NON di aver suonato
> forte (e quindi di non essere stato fedele), ma di non aver dato una
> spiegazione plausibile alla sua "infedeltà", il che è diverso.
>


Boia se è diverso! Il problema di davidino è che vorrebbe combattere
la superficialità dilagante di questo sciagurato inizio secolo
mettendo paletti e riesumando un rigore interpretativo assai datato.
In due parole, davidino è un reazionario :-)))

Seriamente. E' un problema a livello sociale. Lo percepisco ma non
sono in grado di trattarlo in maniera esaustiva. Tantomeno in una
risposta al volo qui. Fondamentalmente ci stiamo impoverendo a livello
di contenuti. Abbiamo preso una brutta piega. Incurvato
pericolosamente la linea di risonanza armonica (per dirla alla
Gurdjieff). Facciamo abbastanza schifo. Quel poco che vale lo
barattiamo volentieri con l'effimero e il superficiale.

Io cerco di proteggermi come posso ma devo dire che faccio fatica.
Molta fatica. E non mi va di chiudermi in casa e non mettere più fuori
il naso. Piuttosto mi sparo un colpo alle tempie in diretta NG (è
vecchia lo so, ma fa sempre il suo sporco effettaccio).

ET
Giampaolo Lomi
2008-01-14 15:24:17 UTC
Permalink
Il Mon, 14 Jan 2008 05:33:36 -0800 (PST), davidino
<***@libero.it> ha scritto:

>
>A una fesseria del genere non mi metto neppure a replicare.
>
>d

Le fesserie le dici tu ! Il ragionamento giusto è proprio quello.
L'arte figurativa è un'arte "statica". La musica è una forma d'arte
"mobile". Come diceva Croce nel suo breviario di estetica la musica in
assoluto non esiste. Esistono dei grafici, dei segni scritti su un
pentagramma. Occorre che ci sia qualcuno che li sappia leggere,
interpretare e che li trasformi in suoni. Ecco perchè la musica si
rinnova sempre. L'arte figurativa è quella che è, fatta dall'autore
come la fece il primo giorno e la puoi amare o disprezzare, anche a
"prima vista" . Quel che vedi tu lo vedono tutti e se il quadro o la
scultura rispecchiano i parametri che per te stimolano il senso del
bello, allora l'autore ha fatto "bingo". Se non accade, allora
l'autore (per te) non l'ha fatto. Ma siccome del bello figurativo
esistono parametri codificati fin dagli albori della civiltà, quando
il bello rispetta quei parametri , l'opera d'arte figurativa che li
contiene, diventa "universale" . Difficile che il "Giudizio Finale" di
Michelangelo non piaccia a tutti. Difficile che un quadro di Rembrant
lasci indifferente chi lo guarda. Perchè ? Perchè rispecchia i
parametri convenzionali del "bello", quelli che la maggioranza
dell'umanità considera tali e a loro si riferisce.
Facilissimo invece che la Norma di Bellini, non piaccia a tutti. Anzi
è più facile il contrario. Proposta a un campione di 1000 ascoltatori
potrà piacere al 20% d'acchito, ad un altro 30% dopo ripetuti ascolti,
ma il 50% rimarrà indifferente di fronte a quelle melodie e a quelle
costruzioni musicali, anzi potrebbe provarne addirittura un fastidio.
Un' opera poi, al contrario di un bel quadro che ha solo bisogno di
essere spolverato, protetto e qualche volta restaurato ha bisogno di
essere estrapolata, ogni volta, come fosse la prima volta, da un
foglio inerte in cui è scritta con un linguaggio per iniziati, e
riprodotta da un'orchestra complessa, con un direttore capace e con
cantanti che abbiano voce e sappiano usarla. Al tutto aggiungi una
tecnica dei movimenti scenici (la regia) i costumi, le luci e se va
tutto bene si potrà ascoltare quello che, l'autore pensò e volle
forse comunicare a chi avrebbe ascoltato e visto. E così per tutto il
resto.
E se hai ancora qualche dubbio per capire come l' espressione di una
buona composizione musicale sia difficile ad essere realizzata, pensa
solo agli elementi che devono concorrere per esempio nel caso di
un'opera lirica (sicuramente la forma musicale più difficile).
Per capirlo meglio, scendi di casa, vai in edicola e compra il DVD
della Norma fatto in Olanda che è in commercio proprio in questi
giorni. Fa letteralmente schifo ! Sbagliata l'interpretazione, la
regia, la direzione, la drammaturgia, e il canto.
Poi sforzati di comprare la Norma cantata dalla Caballe, per esempio,
o dalla stessa Papian nell'edizione di Orange e noterai la differenza.
E questa differenza la noterai tu, che (penso) conosci la musica,
appena la riprodurrai. Non so se tu sia un orchestrale, un cantante o
un solista di qualche strumento, ma mi par d'aver capito che sei un
"addetto ai lavori" e non un semplice fruitore. Quindi sei abituato
alla musica, ai suoni, all'armonia etc.
Ma gli altri ? Son sicuro che se ne accorgerà il 70% di coloro che
conoscono la Norma, ma chi la dovesse ascoltarla per la prima volta
non lo noterebbe affatto.
Quindi ne deriva che è fondamentale "l'esecutore" , sia esso un
solista o una intera orchestra con voci soliste e coro. Altrimenti il
miracolo del "trasferimento" di quello che geroglifici del pentagramma
debbono trasferire all'ascoltatore, non avviene o avviene in modo
parziale e negativamente limitato.
La ricezione degli input musicali è un fenomeno complesso del quale
non beneficia la maggior parte dell'umanità, a meno che non si tratti
del festival di San Remo dove si tratta di assimilare o recepire
melodie elementari.
A questo punto mi sembra che siano chiari i due aspetti. Almeno lo
spero.



GP
Krypstak
2008-01-14 16:33:30 UTC
Permalink
Giampaolo Lomi ha scritto:

> Non so se tu sia un orchestrale, un cantante o
> un solista di qualche strumento, ma mi par d'aver capito che sei un
> "addetto ai lavori" e non un semplice fruitore. Quindi sei abituato
> alla musica, ai suoni, all'armonia etc.


Mi sa che lo sia:
http://www.davidecabassi.com/biografia_main.htm

^^^^^^^^^^
Krypstak

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
Giampaolo Lomi
2008-01-14 22:29:13 UTC
Permalink
Il Mon, 14 Jan 2008 17:33:30 +0100, ***@mail.pl (Krypstak) ha
scritto:


>
>Mi sa che lo sia:
>http://www.davidecabassi.com/biografia_main.htm
>
>^^^^^^^^^^
>Krypstak

Mi sa di no. Davide Cabassi è un nome che circola da tempo. Ma questo
si firma "Davidino" mentre Cabassi mi pare che firmi proprio Davide
Cabassi o Davide.
Certo se uno usa un'infinità di nick per indicare se stesso non può
dolersi se al momento opportuno non viene riconosciuto. Ma poi cosa
cambierebbe? Alla fine questo è un mondo virtuale e ognuno si nasconde
come meglio può. E' sbagliato? Non lo so. Bisognerebbe chiederlo a uno
psicologo preparato, non a un venditore di fumo.

GP
davidino
2008-01-14 23:01:15 UTC
Permalink
On 14 Gen, 23:29, Giampaolo Lomi <***@fastwebnet.it> wrote:
> Il Mon, 14 Jan 2008 17:33:30 +0100, ***@mail.pl (Krypstak) ha
> scritto:
>
>
>
> >Mi sa che lo sia:
> >http://www.davidecabassi.com/biografia_main.htm
>
> >^^^^^^^^^^
> >Krypstak
>
> Mi sa di no. Davide Cabassi è un nome che circola da tempo. Ma questo
> si firma "Davidino" mentre Cabassi mi pare che firmi proprio Davide
> Cabassi o Davide.
> Certo se uno usa un'infinità di nick per indicare se stesso non può
> dolersi se al momento opportuno non viene riconosciuto. Ma poi cosa
> cambierebbe? Alla fine questo è un mondo virtuale e ognuno si nasconde
> come meglio può. E' sbagliato? Non lo so. Bisognerebbe chiederlo a uno
> psicologo preparato, non a un venditore di fumo.

Lomi, posa il bicchiere. Sono anni che mi firmo davidino e tutti sanno
chi sono.
Non ho mai cambiato nick, non mi voglio nascondere e non mi dolgo
affatto che tu non mi riconosca.
Buonanotte, caro.

d
ArtBurt
2008-01-14 23:22:16 UTC
Permalink
"davidino" <***@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:581f3594-da45-4dbb-b409-***@v4g2000hsf.googlegroups.com...

>Non ho mai cambiato nick, non mi voglio nascondere e non mi dolgo
>affatto che tu non mi riconosca.
>Buonanotte, caro.

Dai, prima prima avevi un altro nick. Se non sbaglio, per esteso. Ma
comunque diverso da adesso.
:-)

Art
davidino
2008-01-14 23:59:13 UTC
Permalink
On 15 Gen, 00:22, "ArtBurt" <***@art.com> wrote:
> "davidino" <***@libero.it> ha scritto nel messaggionews:581f3594-da45-4dbb-b409-***@v4g2000hsf.googlegroups.com...
>
> >Non ho mai cambiato nick, non mi voglio nascondere e non mi dolgo
> >affatto che tu non mi riconosca.
> >Buonanotte, caro.
>
> Dai, prima prima avevi un altro nick. Se non sbaglio, per esteso. Ma
> comunque diverso da adesso.

Guarda, non mi ricordavo neppure. Comunque sono almeno 3 anni (2?) che
sono davidino. Sicuramente "non cambio nick in continuazione"....

Ammazza che memoria che tenete, manco mi ricordavo io...

:-)))

d
Moosbrugger
2008-01-15 00:20:19 UTC
Permalink
davidino ha scritto:

> Guarda, non mi ricordavo neppure. Comunque sono almeno 3 anni (2?) che
> sono davidino. Sicuramente "non cambio nick in continuazione"....


Primo messaggio con nick "davidino" : 3 Luglio 2002
Precisazione funzionale solo a rompere le balle a Lomi,
ovviamente :-)

M.
Giampaolo Lomi
2008-01-15 01:05:50 UTC
Permalink
Il Tue, 15 Jan 2008 01:20:19 +0100, Moosbrugger
<***@yahoo.it> ha scritto:


>Primo messaggio con nick "davidino" : 3 Luglio 2002
>Precisazione funzionale solo a rompere le balle a Lomi,
>ovviamente :-)
>
>M.

E prima come si chiamava? Credo che nel 2002 frequentavo questo gruppo
da almeno 6 anni, dalla fondazione cioè :-))

GP
Giampaolo Lomi
2008-01-15 01:13:40 UTC
Permalink
Il Mon, 14 Jan 2008 15:01:15 -0800 (PST), davidino
<***@libero.it> ha scritto:


>
>Lomi, posa il bicchiere. Sono anni che mi firmo davidino e tutti sanno
>chi sono.
>Non ho mai cambiato nick, non mi voglio nascondere e non mi dolgo
>affatto che tu non mi riconosca.
>Buonanotte, caro.
>
>d

Lo so. E' una grave manchevolezza mia...Eppure ricordavo Cabassi, ma
pur avendo visto recentemente anche Davidino non lo avevo collegato a
Cabassi. Pensavo che Davidino fosse...un dio minore , anche perchè le
poche risposte che ho letto a lui indirizzate le ho trovate in genere
sfottenti e poco rispettose. Lo so. E' grave lo stesso, ma potrei
rimediare perchè (dopo che avrai letto il post su Van Cliburn) posso
presentarti alla fata dagli eterni capelli neri, che potrebbe
apprezzare il tuo talento, sicuramente superiore a quello del texano,
col vantaggio che oltre tutto sei più bello di lui. E la fatina che
trasforma ancora la creta in oro è molto sensibile alla bellezza :-))

GP

PS- Buonanotte anche a te...,ma sicuramente stai già dormendo.
Veronica Medina
2008-01-15 15:08:46 UTC
Permalink
"davidino" <***@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:581f3594-da45-4dbb-b409-***@v4g2000hsf.googlegroups.com...
>
>Lomi, posa il bicchiere. Sono anni che mi firmo davidino e tutti sanno
>chi sono.
>Non ho mai cambiato nick, non mi voglio nascondere e non mi dolgo
>affatto che tu non mi riconosca.
>Buonanotte, caro.

>d

Per la verita' io dal giugno 2002 ho cominciato a chiamarti davidino e tu il
mese dopo hai cominciato a firmarti cosi', e' stata solo una coincidenza o
posso continuare a sentirmi importante? :)

V.
davidino
2008-01-15 16:33:48 UTC
Permalink
On 15 Gen, 16:08, "Veronica Medina" <***@tiscalinet.it>
wrote:
> "davidino" <***@libero.it> ha scritto nel messaggionews:581f3594-da45-4dbb-b409-***@v4g2000hsf.googlegroups.com...
>
>
>
> >Lomi, posa il bicchiere. Sono anni che mi firmo davidino e tutti sanno
> >chi sono.
> >Non ho mai cambiato nick, non mi voglio nascondere e non mi dolgo
> >affatto che tu non mi riconosca.
> >Buonanotte, caro.
> >d
>
> Per la verita' io dal giugno 2002 ho cominciato a chiamarti davidino e tu il
> mese dopo hai cominciato a firmarti cosi', e' stata solo una coincidenza o
> posso continuare a sentirmi importante? :)

Sai che è tutto merito tuo!!!

:-)))

d
Moosbrugger
2008-01-15 16:48:23 UTC
Permalink
davidino ha scritto:
> On 15 Gen, 16:08, "Veronica Medina" <***@tiscalinet.it>
> wrote:
>
>>"davidino" <***@libero.it> ha scritto nel messaggionews:581f3594-da45-4dbb-b409-***@v4g2000hsf.googlegroups.com...
>>
>>
>>
>>
>>>Lomi, posa il bicchiere. Sono anni che mi firmo davidino e tutti sanno
>>>chi sono.
>>>Non ho mai cambiato nick, non mi voglio nascondere e non mi dolgo
>>>affatto che tu non mi riconosca.
>>>Buonanotte, caro.
>>>d
>>
>>Per la verita' io dal giugno 2002 ho cominciato a chiamarti davidino e tu il
>>mese dopo hai cominciato a firmarti cosi', e' stata solo una coincidenza o
>>posso continuare a sentirmi importante? :)
>
>
> Sai che è tutto merito tuo!!!
>
> :-)))


NON VALE. Io ti ho in rubrica sul cellulare come "davidino" da
tempi immemorabili.

M.
davidino
2008-01-15 17:12:58 UTC
Permalink
On 15 Gen, 17:48, Moosbrugger <***@yahoo.it> wrote:
> davidino ha scritto:
>
>
>
>
>
> > On 15 Gen, 16:08, "Veronica Medina" <***@tiscalinet.it>
> > wrote:
>
> >>"davidino" <***@libero.it> ha scritto nel messaggionews:581f3594-da45-4dbb-b409-***@v4g2000hsf.googlegroups.com...
>
> >>>Lomi, posa il bicchiere. Sono anni che mi firmo davidino e tutti sanno
> >>>chi sono.
> >>>Non ho mai cambiato nick, non mi voglio nascondere e non mi dolgo
> >>>affatto che tu non mi riconosca.
> >>>Buonanotte, caro.
> >>>d
>
> >>Per la verita' io dal giugno 2002 ho cominciato a chiamarti davidino e tu il
> >>mese dopo hai cominciato a firmarti cosi', e' stata solo una coincidenza o
> >>posso continuare a sentirmi importante? :)
>
> > Sai che è tutto merito tuo!!!
>
> > :-)))
>
> NON VALE. Io ti ho in rubrica sul cellulare come "davidino" da
> tempi immemorabili.

Ma tu non sei sexy!

d
Moosbrugger
2008-01-15 17:17:59 UTC
Permalink
davidino ha scritto:

> Ma tu non sei sexy!


:-(

M.
Leo
2008-01-15 19:33:24 UTC
Permalink
On Mon, 14 Jan 2008 13:49:22 +0100, "giorgio p." <***@libero.it>
wrote:

>Il paragone non è pertinente.
>Il quadro è fissato nei minimi particolari una volta per tutte dall'autore,
>per cui non c'è filtro tra l'opera d'arte e il fruitore (certo, tutto
>dipende dalla sensibilità del fruitore). E il quadro si coglie all'istante.
>La musica è sì fissata su carta, anche nei minimi particolari, ma è
>l'esecutore che le dà vita, volta per volta. Ed è un'arte del tempo.
>E questo spiega come uno stesso interprete spesso dia versioni diverse della
>stessa musica.
>Certo c'è un margine di fedeltà che andrebbe rispettato (mi riferisco non
>solo alle note, ovvio, ma anche a indicazioni dinamiche, agogiche, di
>articolazione).
>Ma uno spartito, per quanto dettagliato sia, non può essere un quadro.
>Prenderà vita in mille fogge diverse, e meno male!
>
>Senza contare che non sempre le indicazioni dell'autore devono, a mio
>avviso, essere del tutto vincolanti (pensa ad esempio alle indicazioni di
>metronomo di Beethoven).
>La sensibilità dell'interprete valuterà volta per volta, in base all'idea
>che si è fatta dell'opera e dell'effetto che vuole ottenere, se rispettarle
>o meno.
>Poi ognuno giudica se la cosa funziona o no.

se può servire qualcosa, sono d'accordo con te. Forse del tutto, forse
in parte, dipendentemente da cosa intendi. In una partitura esistono
segni la cui esecuzione non è definita come se si trattasse di un midi
file. Se si legge un ff non significa che il volume sarà fissato a 123
e tutti lo suoneranno allo stesso modo. Un crescendo da mp a f non
significa che si parte da un volume di 32 e si arriva ad uno di 98.
Semplicemente perché il segno di crescendo non ha questo valore così
chiaramente definito. Ed anche se, per il compositore, lo avesse, il
fatto stesso di avere a che fare con esecutori umani e non con
macchine ne renderebbe comunque vana la precisione. E' per questo che,
alla fine, hai ottimi interpreti che suonano diversamente un medesimo
pezzo. Non si può sempre dire con chiarezza che una interpretazione
sia più corretta di altre, in quanto spesso si tratta di diverse
letture tutte (o molte) contemporaneamente legittime, Così ci si
riduce a parlare di gusti personali. Esattamente come si fa per le
composizioni, quando si prova a dire che il Requiem di Mozart è meio
di quello di Verdi, che la contemporanea fa schifo, e via dicendo.
La cosa più bella è sicuramente quando i fautori del pensiero
oggettivo non vanno d'accordo tra loro su qualcosa. E capita molto più
spesso di quanto si pensi. Leo.
f***@gmail.com
2008-01-14 14:59:21 UTC
Permalink
On 14 Gen, 13:49, "giorgio p." <***@libero.it> wrote:
> > "Non andresti mai a disegnare dei guanti gialli sulla Gioconda, perchè
>
> Senza contare che non sempre le indicazioni dell'autore devono, a mio
> avviso, essere del tutto vincolanti (pensa ad esempio alle indicazioni di
> metronomo di Beethoven).
> La sensibilità dell'interprete valuterà volta per volta, in base all'idea
> che si è fatta dell'opera e dell'effetto che vuole ottenere, se rispettarle
> o meno.

Ma secondo te in base a quali elementi puoi stabilire il tempo giusto
di una composizione?

Grazie
Frank
giorgio p.
2008-01-14 16:30:18 UTC
Permalink
>Ma secondo te in base a quali elementi puoi stabilire il tempo giusto
di una composizione?

Certamente in base alle indicazioni dell'autore, in primis.
Però quelle indicazioni sono comunque filtrate (e spesso stravolte) dalla
sensibilità dell'interprete che "vive"e traduce l'opera scritta in maniera
inevitabilmente personale.

E' quello che ho detto a Davide: se ad es. l'arietta della 111 di LVB ha un
range di durate che va dai 13' di Backhaus ai 22-23 di Pogorelich e Sokolov,
passando per i 18 di Arrau, qualcuno evidentemente è poco "fedele"... ma
chi? E questo sminuisce la sua bravura e statura d'interprete?

G
Continua a leggere su narkive:
Loading...