Discussione:
Domanda per direttori e professori d'orchestra....
(troppo vecchio per rispondere)
Marco Marcelli
2004-02-04 19:25:26 UTC
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Ascoltando una sinfonia di Haydn, stasera, e sapendo che Adam
Fischer ci ha messo 12 anni per il ciclo completo (notizia da
Kink64!) m'e' venuta una curiosita': ma un direttore d'orchestra
che debba preparare una sinfonia (da Haydn a Mahler, sara'
ovviamente molto diverso!), quanto tempo ci mette, dal momento in
cui apre la partitura per capire cosa c'e' scritto al momento in
cui e' pronto alla eventuale incisione?
Tempo variabile, ovviamente, ma da cosa?

E i componenti un'orchestra, devono anche "studiare a casa" o
sono sufficienti le prove col direttore?

In poche parole: mi raccontate come evolve la preparazione di una
sinfonia? :-))
--
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Marco Marcelli - Genova
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Zazie dans le métro
2004-02-04 19:46:41 UTC
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Post by Marco Marcelli
E i componenti un'orchestra, devono anche "studiare a casa"
HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAAAAAAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

(scusa, Moos!)
Z.
Danny Rose
2004-02-04 20:05:21 UTC
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Post by Zazie dans le métro
Post by Marco Marcelli
E i componenti un'orchestra, devono anche "studiare a casa"
HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAAAAAAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
(scusa, Moos!)
Vabbé, ma questa volta ha fatto una domanda interessante. Anche se condita
di qualche ingenuità...

dR :-)
Marco Marcelli
2004-02-04 21:35:56 UTC
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Post by Danny Rose
Vabbé, ma questa volta ha fatto una domanda interessante. Anche se condita
di qualche ingenuità...
Magari perche' questo NON e' un NG di professionisti.
Non so se ti e' chiaro.
--
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Marco Marcelli - Genova
==========================
Danny Rose
2004-02-05 13:11:15 UTC
Permalink
Post by Marco Marcelli
Magari perche' questo NON e' un NG di professionisti.
Non so se ti e' chiaro.
Mi è più chiaro di quanto tu possa immaginare. L'ingenuità non è certo un
reato, o un'accusa infamante.

dR
Seneca
2004-02-05 22:33:00 UTC
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Post by Danny Rose
Mi è più chiaro di quanto tu possa immaginare. L'ingenuità non è certo un
reato, o un'accusa infamante.
dR
Specialmente se condita da un po' d'ironia....! Se no, si rischia di
essere come quello col Nick...corto ! (figura retorica) :-))


S.
Seneca
2004-02-05 22:31:25 UTC
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Post by Danny Rose
Vabbé, ma questa volta ha fatto una domanda interessante. Anche se condita
di qualche ingenuità...
dR :-)
Come sei cattivo !!!!.....:-))

S.
Marco Marcelli
2004-02-04 21:36:42 UTC
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Post by Zazie dans le métro
HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAAAAAAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
(scusa, Moos!)
Scusa un accidente.
Il giorno che riusciremo da te ad avere una risposta seria,
andremo ad accendere un cero gigante.
--
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Marco Marcelli - Genova
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Zazie dans le métro
2004-02-05 11:13:31 UTC
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Post by Marco Marcelli
Post by Zazie dans le métro
HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAAAAAAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
(scusa, Moos!)
Scusa un accidente.
Il giorno che riusciremo da te ad avere una risposta seria,
andremo ad accendere un cero gigante.
Il giorno in cui riuscirai a capire il senso di quel che leggi, andremo a
rendere grazie.
Z.
Marco Marcelli
2004-02-05 14:50:02 UTC
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Post by Zazie dans le métro
Il giorno in cui riuscirai a capire il senso di quel che leggi, andremo a
rendere grazie.
Non estremizzare COMUNQUE le cose.
Ho gia' ammesso il mio errore di interpretazione, chiedendo venia, ma anche
tu, pero', cerca di essere piu' chiara: se per un musicista professionista
la tua risposta ppoteva essere evidente, comprendi come per un profano
potesse esserlo meno.

M

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Seneca
2004-02-05 22:58:37 UTC
Permalink
Post by Marco Marcelli
Non estremizzare COMUNQUE le cose.
Su questo sono tutti d'accordo : Il cavaliere plastificato col rugoso
Bertinotti e il bel Casini con l'orrendo Bossi.
Hai esposto un concetto MONUMENTALE :-)


S.
Seneca
2004-02-05 22:56:15 UTC
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On Thu, 05 Feb 2004 11:13:31 GMT, "Zazie dans le métro"
Post by Zazie dans le métro
Il giorno in cui riuscirai a capire il senso di quel che leggi, andremo a
rendere grazie.
Z.
Si, purchè non si vada a rendere grazie a ****** . Ehhhh, abbi
pazienza :-)


S.
Zazie dans le métro
2004-02-06 11:25:23 UTC
Permalink
Post by Seneca
Post by Zazie dans le métro
Il giorno in cui riuscirai a capire il senso di quel che leggi, andremo a
rendere grazie.
Z.
Si, purchè non si vada a rendere grazie a ****** . Ehhhh, abbi
pazienza :-)
questo ******** mi fa venire i brividi........
uhm.
Z.
Seneca
2004-02-06 13:01:52 UTC
Permalink
On Fri, 06 Feb 2004 11:25:23 GMT, "Zazie dans le métro"
Post by Zazie dans le métro
questo ******** mi fa venire i brividi........
uhm.
Z.
Febbre ?? Troppi polli mangiati ?? :-))

S.
Led Zeppellin
2004-02-04 21:35:58 UTC
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Post by Zazie dans le métro
Post by Marco Marcelli
E i componenti un'orchestra, devono anche "studiare a casa"
HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAAAAAAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
(scusa, Moos!)
Z.
ammazza che stronza che sei!Ma chi ti credi di essere, Alberta Einstein?
Ha ragione Cius iulius, sei solo un'arrogante. Mi associo e ti mando
affanculo pure
io, sapientina

Led
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
Veronica Medina
2004-02-05 07:25:03 UTC
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Post by Led Zeppellin
Post by Zazie dans le métro
Post by Marco Marcelli
E i componenti un'orchestra, devono anche "studiare a casa"
HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAAAAAAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
(scusa, Moos!)
Z.
ammazza che stronza che sei!Ma chi ti credi di essere, Alberta Einstein?
Ha ragione Cius iulius, sei solo un'arrogante. Mi associo e ti mando
affanculo pure
io, sapientina
Led
Ma tu per caso suoni in orchestra? se SI', in quale? A meno che si tratti
della Berliner capirei il tuo scontento cosi' cortese :) altrimenti Zazie
ha purtroppo ragione.
Concordo con Moos sul fatto che la maggior parte degli orchestrali tornano a
casa e impachettano lo strumento per fare tutt'altra roba che non c'entra
una mazza con la musica, oltre al fatto che mentre stanno "suonando" in
orchestra per loro sarebbe la stessa cosa mettere i timbri sulle buste
all'ufficio postale o i prezzi ai prodotti nei supermercati.
E' una sorpresa sgradevole che mi sono trovata anch'io, sapendo che la rara
volta che una persona si mette a studiare un passaggio il motivo non era per
il semplice fatto di avere la soddisfazione di suonarlo bene ma per paura di
"perdere il posto". Ovviamente ci sono eccezioni ma sono appunto,
eccezioni.

Ciao
V.
Marco Marcelli
2004-02-05 08:06:56 UTC
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Ma tu per caso suoni in orchestra? se SI', in quale? A meno che si tratti
della Berliner capirei il tuo scontento cosi' cortese :) altrimenti Zazie
ha purtroppo ragione.
No, Veronica, un momento. Stavolta non ti capisco.
Io faccio una domanda e mi viene risposto AHAHAHA.
E tu dici che ha ragione.

Ma ragione di che????

M

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Veronica Medina
2004-02-05 09:08:42 UTC
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Post by Marco Marcelli
Ma tu per caso suoni in orchestra? se SI', in quale? A meno che si tratti
della Berliner capirei il tuo scontento cosi' cortese :) altrimenti Zazie
ha purtroppo ragione.
No, Veronica, un momento. Stavolta non ti capisco.
Io faccio una domanda e mi viene risposto AHAHAHA.
E tu dici che ha ragione.
Ma ragione di che????
M
Veronica Medina
2004-02-05 09:08:42 UTC
Permalink
Post by Marco Marcelli
Ma tu per caso suoni in orchestra? se SI', in quale? A meno che si tratti
della Berliner capirei il tuo scontento cosi' cortese :) altrimenti Zazie
ha purtroppo ragione.
No, Veronica, un momento. Stavolta non ti capisco.
Io faccio una domanda e mi viene risposto AHAHAHA.
E tu dici che ha ragione.
Ma ragione di che????
M
Marco, la mia risposta copiata sopra non era per te ma per Led, ci
mancherebbe! e la risata della Zazie non la prenderei come offesa personale
trattandosi di una risata ironica non alla tua domanda in se ma alla frase
:
"E i componenti in'orchestra, devono anche "studiare a casa?"
in cui caso gli "offesi" dovremmo essere noi orchestrali e non tu, dai, mi
pareva evidente.


Ciao
V.
Marco Marcelli
2004-02-05 10:09:09 UTC
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Post by Veronica Medina
"E i componenti in'orchestra, devono anche "studiare a casa?"
in cui caso gli "offesi" dovremmo essere noi orchestrali e non tu, dai, mi
pareva evidente.
E' un'evidenza per te, non per me.
Personalmente, dopo tanti anni (22) che lavoro nella stessa ditta, mi e'
stato data un'attivita' per fare la quale ho DOVUTO studiare anche la sera,
a casa.
Non mi ha fatto piacere, questo no, ma mi son reso conto che era l'unico
modo per poter poi dire "Ok, accetto, lo so fare".
Non me l'ha imposto nessuno, sono io che ho compreso di doverlo fare.
E cosi', se vuoi ingenuamente, ho pensato che anche per voi potesse, almeno
qualche volta, valere la stessa cosa: "devo essere pronto per un concerto
fra (poniamo) 2 settimane, e se non mi studio la partitura anche la sera a
casa non ce la faro' mai".

Non mi pareva un'ipotesi cosi' campata in aria!

M

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Veronica Medina
2004-02-05 10:16:04 UTC
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Post by Marco Marcelli
Post by Veronica Medina
"E i componenti in'orchestra, devono anche "studiare a casa?"
in cui caso gli "offesi" dovremmo essere noi orchestrali e non tu, dai, mi
pareva evidente.
E' un'evidenza per te, non per me.
Personalmente, dopo tanti anni (22) che lavoro nella stessa ditta, mi e'
stato data un'attivita' per fare la quale ho DOVUTO studiare anche la sera,
a casa.
Non mi ha fatto piacere, questo no, ma mi son reso conto che era l'unico
modo per poter poi dire "Ok, accetto, lo so fare".
Non me l'ha imposto nessuno, sono io che ho compreso di doverlo fare.
E cosi', se vuoi ingenuamente, ho pensato che anche per voi potesse, almeno
qualche volta, valere la stessa cosa: "devo essere pronto per un concerto
fra (poniamo) 2 settimane, e se non mi studio la partitura anche la sera a
casa non ce la faro' mai".
Non mi pareva un'ipotesi cosi' campata in aria!
Marco, un'altro malinteso ! la mia frase "dovremmo essere noi orchestrali
ad essere offesi" era rivolta alla risata di Zazie. Spiego meglio, ti sei
"offeso" per la risata di zazie e io ho voluto dire io e' "dovremmo essere
noi orchestrali ad offenderci per la risata di zazie perche' era evidente
che non era rivolta a te ma al fatto che noi portiamo le parti a casa per
studiare".


Ciao
V.
Marco Marcelli
2004-02-05 10:28:35 UTC
Permalink
Marco, un'altro malinteso ! la mia frase "dovremmo essere noi orchestrali
ad essere offesi" era rivolta alla risata di Zazie.
Ahh... accidenti, quant'e' difficile capirsi per iscritto! :-)))

Pero', scusa eh, saro' DE COCCIO, ma allora perche' le dai ragione?

(se anche questo e' ovvio giuro che vado in ferie seduta stante...:-))))

M

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Veronica Medina
2004-02-05 10:57:45 UTC
Permalink
Post by Marco Marcelli
Marco, un'altro malinteso ! la mia frase "dovremmo essere noi orchestrali
ad essere offesi" era rivolta alla risata di Zazie.
Ahh... accidenti, quant'e' difficile capirsi per iscritto! :-)))
Pero', scusa eh, saro' DE COCCIO, ma allora perche' le dai ragione?
(se anche questo e' ovvio giuro che vado in ferie seduta stante...:-))))
eheh, esagerato!
le do ragione per i motivi che ho spiegato nel post sul fatto che coincido
con Moos nel affermare che tistemente la maggior parte degli orchestrali
prendono il mestiere con l'atteggiamento da lui spiegato benissimo. Leggi
il suo post e fa conto che lo quoto anch'io :)
Ovviamente ci sono tantissime sfumature e incassettare alla maggior parte
degli orchestrali come "irresponsabili " o "idifferenti" o "incapaci di
stabilire certo tipo di giudizi" mi sembra un po' estremo ma dovendo fare un
riassunto dell'atteggiamento generale, direi che e' proprio quello.
Gli orchestrali che si mettono a studiare per pura responsabilita',
serieta', senso del professionalismo o semplicemente passione sono veramente
pochi ma non vuol dire che non siano capaci di svolgere la professione in
maniera seria anche se non studiano a casa perche' normalmente si suppone
che un'orchestrale deve avere la preparazione per avere un'ottimo risultato
con la sola preparazione acquistata lungo la carriera o gli anni di
esperienza.
Comunque insisto, alle domande "quanto tempo ci si mette a preparare un
pezzo" o "in quale forma si preapara una sinfonia" e' difficile da
rispondere che invece se si trattassi di una ricetta di cucina per esempio,
dove i tempi sono molto standard e potrebbe cambiare di poco da cuoco a
cuoco e comunque io parlo della realta' dove ho visuto, quella del terzo
mondo, quell'americana (anche se poco) e quella italiana ma non oserei dare
gli stessi parametri al resto del mondo gia' che difficilmente immagino un
giapponese menefreghista per esempio, anche se magari ha poca passione il
senso del dovere che si ha e' molto diverso da quelle parti.

Ciao
V.
Marco Marcelli
2004-02-05 11:09:37 UTC
Permalink
Post by Veronica Medina
le do ragione per i motivi che ho spiegato nel post sul fatto che coincido
con Moos nel affermare che tistemente la maggior parte degli orchestrali
prendono il mestiere con l'atteggiamento da lui spiegato benissimo.
Capito.
Diciamo che il succo di tutto cio', ora che mi hai spiegato il significato
della risata, dovrebbe ANCHE essere quello di suggerire alla Zazie di essere
piu' chiara e meno declamatoria nei suoi commenti, altrimenti ci si trova a
litigare senza neppure un motivo.

M

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Seneca
2004-02-05 22:46:37 UTC
Permalink
Post by Marco Marcelli
Diciamo che il succo di tutto cio', ora che mi hai spiegato il significato
della risata, dovrebbe ANCHE essere quello di suggerire alla Zazie di essere
piu' chiara e meno declamatoria nei suoi commenti, altrimenti ci si trova a
litigare senza neppure un motivo.
Onestamente più chiara di Zazie c'è solo Chiara di Assisi ! La nostra
è sintetica, sveglia, brillante e...capisce (ahimè per voi), le cose
al volo:-)

S.
Seneca
2004-02-05 22:44:31 UTC
Permalink
On Thu, 05 Feb 2004 10:57:45 GMT, "Veronica Medina"
Post by Veronica Medina
eheh, esagerato!
le do ragione per i motivi che ho spiegato nel post sul fatto che coincido
con Moos nel affermare che tistemente la maggior parte degli orchestrali
prendono il mestiere con l'atteggiamento da lui spiegato benissimo. Leggi
il suo post e fa conto che lo quoto anch'io :)
Ovviamente ci sono tantissime sfumature e incassettare alla maggior parte
degli orchestrali come "irresponsabili " o "idifferenti" o "incapaci di
stabilire certo tipo di giudizi" mi sembra un po' estremo ma dovendo fare un
riassunto dell'atteggiamento generale, direi che e' proprio quello.
Gli orchestrali che si mettono a studiare per pura responsabilita',
serieta', senso del professionalismo o semplicemente passione sono veramente
pochi ma non vuol dire che non siano capaci di svolgere la professione in
maniera seria anche se non studiano a casa perche' normalmente si suppone
che un'orchestrale deve avere la preparazione per avere un'ottimo risultato
con la sola preparazione acquistata lungo la carriera o gli anni di
esperienza.
Comunque insisto, alle domande "quanto tempo ci si mette a preparare un
pezzo" o "in quale forma si preapara una sinfonia" e' difficile da
rispondere che invece se si trattassi di una ricetta di cucina per esempio,
dove i tempi sono molto standard e potrebbe cambiare di poco da cuoco a
cuoco e comunque io parlo della realta' dove ho visuto, quella del terzo
mondo, quell'americana (anche se poco) e quella italiana ma non oserei dare
gli stessi parametri al resto del mondo gia' che difficilmente immagino un
giapponese menefreghista per esempio, anche se magari ha poca passione il
senso del dovere che si ha e' molto diverso da quelle parti.
Vedi se avessi usato un "marconigramma" non avresti intasato IAMC :-)

S.
Seneca
2004-02-05 22:43:29 UTC
Permalink
Post by Marco Marcelli
Ahh... accidenti, quant'e' difficile capirsi per iscritto! :-)))
Vero !!! Lo diceva anche Socrate....Meglio mandare marconigrammi :-)


S.
Seneca
2004-02-05 22:41:37 UTC
Permalink
On Thu, 05 Feb 2004 10:16:04 GMT, "Veronica Medina"
Post by Veronica Medina
Spiego meglio, ti sei
"offeso" per la risata di zazie etc.....
Travail inutile.....!!! Attenti alle bacchettate di Arrigo se
continuate così ...

S.
Seneca
2004-02-05 22:37:26 UTC
Permalink
Post by Marco Marcelli
Personalmente, dopo tanti anni (22) che lavoro nella stessa ditta, mi e'
stato data un'attivita' per fare la quale ho DOVUTO studiare anche la sera,
a casa.
Behhh...allora....Adesso si spiega tutto !!!

S.
Zazie dans le métro
2004-02-05 11:13:30 UTC
Permalink
Post by Veronica Medina
Marco, la mia risposta copiata sopra non era per te ma per Led, ci
mancherebbe! e la risata della Zazie non la prenderei come offesa personale
trattandosi di una risata ironica non alla tua domanda in se ma alla
frase
Post by Veronica Medina
"E i componenti in'orchestra, devono anche "studiare a casa?"
in cui caso gli "offesi" dovremmo essere noi orchestrali e non tu, dai, mi
pareva evidente.
appunto.
Bisogna pure spiegare l'evidenza...
(mi scuso con Moos e Veronica. Probabilmente gli unici due che *studiano a
casa*. Mediamente, rappresentano un caso su mille....)
Z.
Veronica Medina
2004-02-05 11:47:29 UTC
Permalink
Post by Zazie dans le métro
(mi scuso con Moos e Veronica. Probabilmente gli unici due che *studiano a
casa*. Mediamente, rappresentano un caso su mille....)
Z.
AAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA !!!!

A parte gli scherzi...... in realta' io non mi considero affatto una super
responsabile ma il motivo per il quale efettivamente mi piace essere
preparata e' perche' ho tanta ma tanta passione per questo mestiere che mi
rompe troppo non poter godermi della musica per la preoccupazione delle
note. Tutto li' , e poi vuoi mettere? avere il dominio del passaggio da
anche la tranquillita' di girarsi intorno per capire cosa combinano gli
altri :)

Ciao
V.
Zazie dans le métro
2004-02-05 16:13:54 UTC
Permalink
Post by Veronica Medina
AAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA !!!!
A parte gli scherzi...... in realta' io non mi considero affatto una super
responsabile ma il motivo per il quale efettivamente mi piace essere
preparata e' perche' ho tanta ma tanta passione per questo mestiere che mi
rompe troppo non poter godermi della musica per la preoccupazione delle
note. Tutto li' , e poi vuoi mettere? avere il dominio del passaggio da
anche la tranquillita' di girarsi intorno per capire cosa combinano gli
altri :)
non è da poco, ammetto ;-)))
Z.
Moosbrugger
2004-02-05 11:56:15 UTC
Permalink
Post by Zazie dans le métro
appunto.
Bisogna pure spiegare l'evidenza...
(mi scuso con Moos e Veronica. Probabilmente gli unici due che *studiano a
casa*. Mediamente, rappresentano un caso su mille....)
Zazie carissima, non vorrei approfittare troppo della gentilezza che mi fai
accreditandomi una particolare assiduità e serietà nello studio casalingo, e
mi sento pertanto in dovere di chiosare : se mi capita di studiare più di
altri è semplicemente perchè trovandomi nella spiacevole condizione di non
occupare una posizione stabile in qualche orchestra i cui rapporti di lavoro
siano regolati dal CCNL non posso permettermi di comportarmi, riguardo lo
studio a casa, con la lazzaronaggine che mi è così connaturata.

Ciao ;-)

Moos
--
"Cosa dificile qui ?!? Se io avevo questa prima vista in Mosca mandavano me
Siberia !!"

Pavel Vernikov
Veronica Medina
2004-02-05 13:20:31 UTC
Permalink
Post by Moosbrugger
Zazie carissima, non vorrei approfittare troppo della gentilezza che mi fai
accreditandomi una particolare assiduità e serietà nello studio casalingo, e
mi sento pertanto in dovere di chiosare : se mi capita di studiare più di
altri è semplicemente perchè trovandomi nella spiacevole condizione di non
occupare una posizione stabile in qualche orchestra i cui rapporti di lavoro
siano regolati dal CCNL non posso permettermi di comportarmi, riguardo lo
studio a casa, con la lazzaronaggine che mi è così connaturata.
Tutte buggie! sei uno responsabile e basta, anche se ti duole ammetterlo :)
Entrambi sappiamo che ormai in questi tempi sono pochi i musicisti che hanno
un posto fisso, giriamo tutti come delle prostitute musicali a volte anche a
svenderci pur di suonare qua' e la' e comunque la maggior parte di questi
che girano hanno esattamente l'atteggiamento che hai descritto tu' quindi,
quella storia raccontala da un'altra parte :-)

Ciao
V.
Moosbrugger
2004-02-05 13:33:59 UTC
Permalink
Post by Veronica Medina
Tutte buggie! sei uno responsabile e basta, anche se ti duole ammetterlo :)
Ma non è vero !! Sono *veramente* un lazzarone !!

Ciao ;-)

Moos
--
"Cosa dificile qui ?!? Se io avevo questa prima vista in Mosca mandavano me
Siberia !!"

Pavel Vernikov
Seneca
2004-02-05 22:50:27 UTC
Permalink
On Thu, 05 Feb 2004 13:20:31 GMT, "Veronica Medina"
Post by Veronica Medina
Tutte buggie!
Che...mò te sei romanizzata ??? Se scrive "bugie co' 'na G
sola...come "erore"....che se scrive co' du' ere.....

S.
Moosbrugger
2004-02-05 23:21:34 UTC
Permalink
Post by Seneca
Che...mò te sei romanizzata ??? Se scrive "bugie co' 'na G
sola...come "erore"....che se scrive co' du' ere.....
Ammappelo Giampa'...e che tte sei magnato 'stasera ? Cinque panini cor
lampredotto e du' bocce de Chianti ?

Ciao

Moos
--
"Cosa dificile qui ?!? Se io avevo questa prima vista in Mosca mandavano me
Siberia !!"

Pavel Vernikov
Zazie dans le métro
2004-02-05 16:13:55 UTC
Permalink
Post by Moosbrugger
Zazie carissima, non vorrei approfittare troppo della gentilezza che mi fai
accreditandomi una particolare assiduità e serietà nello studio casalingo, e
mi sento pertanto in dovere di chiosare : se mi capita di studiare più di
altri è semplicemente perchè trovandomi nella spiacevole condizione di non
occupare una posizione stabile in qualche orchestra i cui rapporti di lavoro
siano regolati dal CCNL non posso permettermi di comportarmi, riguardo lo
studio a casa, con la lazzaronaggine che mi è così connaturata.
Io penso semplicemente che tu sia una persona molto seria, preparata e
appassionata di quello che fa, come probabilmente lo è Veronica (che però
non conosco di persona, ma credo che anche lei rientri nella stessa tua
categoria).
Da qui ne deduco che quello che fai lo fai molto seriamente.
E che dunque, se c'è necessità di studiarsi un passo, probabilmente lo fai
ben prima di arrivare alle prove.
Ribadisco che questo atteggiamento e questa serietà sono diventate merce
assai rara (mica solo in questo campo, non ne faccio una questione di
orchestrali....)
Z.
Cesare Simonetti
2004-02-05 11:25:47 UTC
Permalink
Il Thu, 05 Feb 2004 09:08:42 GMT, "Veronica Medina"
Post by Veronica Medina
Post by Marco Marcelli
No, Veronica, un momento. Stavolta non ti capisco.
Io faccio una domanda e mi viene risposto AHAHAHA.
E tu dici che ha ragione.
Ma ragione di che????
M
Marco, la mia risposta copiata sopra non era per te ma per Led, ci
mancherebbe! e la risata della Zazie non la prenderei come offesa personale
trattandosi di una risata ironica non alla tua domanda in se ma alla frase
La domanda di Marco era ineccepibile.

Nel 1941 o 42 ( non ricordi bene ma so che la guerra era gia'
iniziata) furono temporaneamente ospiti a casa nostra il direttore
d'orchestra Ferrero ( mi sfugge il nome ) e suo fratello piu' giovane
Teddy Ferrero, violinista,per una serie di concerti al Carlo Felice
non ancora bombardato.
Il Ferrero direttore stette da noi un giorno e poi ando' in albergo e
ospite rimase il fratello Teddy.
Ero piccolissimo ma ricordi bene che questo Teddy suonava da mane a
sera, tanto che i vicini, saputo chi era, chiesero ( e ottennero ) un
concerto "casalingo" .



Cesare Simonetti
GENOVA PROFONDA
Roberto Mastrosimone
2004-02-05 18:01:21 UTC
Permalink
Post by Cesare Simonetti
Il Thu, 05 Feb 2004 09:08:42 GMT, "Veronica Medina"
Post by Veronica Medina
Post by Marco Marcelli
No, Veronica, un momento. Stavolta non ti capisco.
Io faccio una domanda e mi viene risposto AHAHAHA.
E tu dici che ha ragione.
Ma ragione di che????
M
Marco, la mia risposta copiata sopra non era per te ma per Led, ci
mancherebbe! e la risata della Zazie non la prenderei come offesa personale
trattandosi di una risata ironica non alla tua domanda in se ma alla frase
La domanda di Marco era ineccepibile.
Nel 1941 o 42 ( non ricordi bene ma so che la guerra era gia'
iniziata) furono temporaneamente ospiti a casa nostra il direttore
d'orchestra Ferrero ( mi sfugge il nome )
Willy Ferrero

Ciao
Roberto
Cesare Simonetti
2004-02-05 18:43:32 UTC
Permalink
Post by Roberto Mastrosimone
Willy Ferrero
Ciao
Roberto
Gia' : Willy....e' vero.

Ricordo che i "grandi" lo chiamavano Uilli....e dicevano (sottovoce)
che aveva un'amante....per quello era poi andato in albergo.

Avro' avuto sei/sette anni eppure ricordo perfettamente quando Teddy
spiegava ai profani ( leggi :tutto il vicinato) le differenze di suono
tra pianoforte e violino...


CS
Seneca
2004-02-05 22:36:25 UTC
Permalink
On Thu, 05 Feb 2004 09:08:42 GMT, "Veronica Medina"
Post by Veronica Medina
dai, mi
pareva evidente.
Ciao
V.
A te ...ovviamente, ma hai sbagliato i calcoli :-)


S.
Veronica Medina
2004-02-05 09:09:54 UTC
Permalink
"Marco Marcelli" <***@ELIMINARE.libero.it> ha scritto nel
messaggio news:***@usenet.libero.it...

Ho appena fatto caso che la mia risposta "seria" rivolta a te non era
partita ed e' partita solo ora :( vabbe'.


Ciao
V.
EquinoXe
2004-02-05 11:45:21 UTC
Permalink
Post by Marco Marcelli
No, Veronica, un momento. Stavolta non ti capisco.
Io faccio una domanda e mi viene risposto AHAHAHA.
E tu dici che ha ragione.
Miiii Marco! L'AHAHAHA era una battuta!!!
Possibile che tu non l'abbia capita???

A.
Marco Marcelli
2004-02-05 13:31:43 UTC
Permalink
Post by EquinoXe
Miiii Marco! L'AHAHAHA era una battuta!!!
Possibile che tu non l'abbia capita???
Purtroppo no.
L'avevo interpretato come una presa per i fondelli del sottoscritto.
Desolato.

Purtroppo una volta di piu' si capisce come scrivere facendosi capire sia
difficile e come tanti litigi su IAMC siano spesso solo frutto di malintesi.

M


--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
EquinoXe
2004-02-05 13:50:24 UTC
Permalink
Post by Marco Marcelli
Purtroppo una volta di piu' si capisce come scrivere facendosi capire
sia difficile e come tanti litigi su IAMC siano spesso solo frutto di
malintesi.
L'incomunicabilità (spesso involontaria ma estremizzata) è uno dei mali
peggiori.

Qui su IAMC si scatenano litigi, nel mondo le guerre.

A.
Seneca
2004-02-05 22:54:15 UTC
Permalink
Post by EquinoXe
Qui su IAMC si scatenano litigi, nel mondo le guerre.
A.
Cazzzoooo Ohhh ! Me pari Tacito, me pari.....!

S.
EquinoXe
2004-02-06 01:31:50 UTC
Permalink
Post by Seneca
Cazzzoooo Ohhh ! Me pari Tacito, me pari.....!
'saggerato!!! :)

A.
Seneca
2004-02-05 22:34:42 UTC
Permalink
Post by Marco Marcelli
No, Veronica, un momento. Stavolta non ti capisco.
Io faccio una domanda e mi viene risposto AHAHAHA.
E tu dici che ha ragione.
Ma ragione di che????
...Di ridere, nooo !!??? O non ci arrivi :-))

S.
Moosbrugger
2004-02-04 23:59:21 UTC
Permalink
Post by Zazie dans le métro
Post by Marco Marcelli
E i componenti un'orchestra, devono anche "studiare a casa"
HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAAAAAAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
(scusa, Moos!)
Z.
Vabbè, *qualche volta* capita anche di studiare a casa ;-)
Se devo suonare un pezzo poco noto e magari scoperto...In ogni caso, io
almeno cerco sempre di sapere in anticipo il programma. Un certo
contrabbassista di mia conoscenza, pure strumentista di buona esperienza,
s'è giocato la possibilità di collaborare come primo contrabbasso a (
succulento ) contratto con una certa orchestra perchè s'è presentato alla
prima prova tutto tranquillo senza aver visto la parte : peccato che in
programma ci fosse la Kammermusik N° 1 op.24 di Hindemith. E' stata l'
ultima volta che quell' orchestra l' ha chiamato.

Ciao

Moos
--
"Cosa dificile qui ?!? Se io avevo questa prima vista in Mosca mandavano me
Siberia !!"

Pavel Vernikov
Luca Logi
2004-02-04 22:41:28 UTC
Permalink
Post by Marco Marcelli
Ascoltando una sinfonia di Haydn, stasera, e sapendo che Adam
Fischer ci ha messo 12 anni per il ciclo completo (notizia da
Kink64!) m'e' venuta una curiosita': ma un direttore d'orchestra
che debba preparare una sinfonia (da Haydn a Mahler, sara'
ovviamente molto diverso!), quanto tempo ci mette, dal momento in
cui apre la partitura per capire cosa c'e' scritto al momento in
cui e' pronto alla eventuale incisione?
Tempo variabile, ovviamente, ma da cosa?
Tempo variabile da alcune ore ad alcuni anni. In generale, sarebbe
meglio che prima di incidere il direttore faccia un po' di esperienza
dal vivo. Tenuto conto che di solito un pezzo lo si matura realmente
solo suonandolo in pubblico, non studiandolo a tavolino.

Noto una cosa interessante, che tu consideri come scopo ultimo dello
studio l'incisione. Io considererei lo scopo ultimo il concerto dal
vivo, e solo dopo che un interprete ha realmente maturato il pezzo
considererei l'eventuale possibilità di inciderlo.
Post by Marco Marcelli
E i componenti un'orchestra, devono anche "studiare a casa" o
sono sufficienti le prove col direttore?
Chi è bravo ed ha una buona lettura può studiare poco. Ma molte cose
anche di repertorio hanno bisogno di essere guardate a casa (anche se
molti fanno i lazzaroni e non studiano).

Inoltre esistono dei libri con riportati i passaggi più difficili del
repertorio. E' praticamente impossibile entrare in una orchestra di buon
livello se non si ha una conoscenza pratica di questi passaggi. Un primo
corno, per esempio, userà l'inizio di "Till Eulenspiegel" o il secondo
tempo della 5° di Ciaikowsky come materiale di studio *quotidiano* anche
se poi capiterà di eseguire effettivamente le composizioni solo una
volta o due all'anno.
--
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ***@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)
Giovanni Lavena
2004-02-04 23:07:30 UTC
Permalink
Post by Luca Logi
Noto una cosa interessante, che tu consideri come scopo ultimo dello
studio l'incisione. Io considererei lo scopo ultimo il concerto dal
vivo, e solo dopo che un interprete ha realmente maturato il pezzo
considererei l'eventuale possibilità di inciderlo.
In astratto è verissimo. Ma sappiamo bene che molte incisioni (specie delle
famigerate grandi integrali) non consentono una previa maturazione di certi
pezzi in concerto. E ciò semplicemente perché a nessuno, nemmeno
all'interprete che deve inciderli, verrà mai in mente di proporli in
concerto. Sinceramente, dubito che Adam Fischer o Antal Dorati abbiano
eseguito in concerto, anche una volta sola, _tutte_ le sinfonie di Haydn. E
così Scott Ross per le 555 sonate di Scarlatti, Leslie Howard per tutta la
musica pianistica di Liszt, Miklos Spanyi per i numerosi concerti di C.P.E.
Bach... Forse in questi casi la prospettiva muta un pochino, e lo studio non
può essere in funzione di una realizzazione "in progress" che prende forma e
si assesta di concerto in concerto.

Giovanni

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
EquinoXe
2004-02-04 23:12:22 UTC
Permalink
Post by Giovanni Lavena
Sinceramente, dubito che Adam Fischer
o Antal Dorati abbiano eseguito in concerto, anche una volta sola,
_tutte_ le sinfonie di Haydn. E così Scott Ross per le 555 sonate di
Scarlatti, Leslie Howard per tutta la musica pianistica di Liszt,
Miklos Spanyi per i numerosi concerti di C.P.E. Bach...
Il punto è: integrali di questo tipo, che ora come ora stanno diventando una
vera ossessione (sia da parte delle majors che di molte etichette
indipendenti), al di là dell'importanza a livello didattico-divulgativo
delle opere ivi registrate, hanno un senso artistico? Per me no.

A.
Giovanni Lavena
2004-02-04 23:48:22 UTC
Permalink
Post by EquinoXe
Il punto è: integrali di questo tipo, che ora come ora stanno diventando una
vera ossessione (sia da parte delle majors che di molte etichette
indipendenti), al di là dell'importanza a livello didattico-divulgativo
delle opere ivi registrate, hanno un senso artistico? Per me no.
Beh, dipende. Quella Ross-Scarlatti è ritenuta non da me uno dei vertici
della storia del disco e, al di là della funzione divulgativa, per quel po'
che ne ho sentito (alcuni CD, cioè ben più delle solite antologie
scalattiane) è complessivamente straordinaria. Altre sono forse un po' meno
esaltanti sul piano artistico, ma permettono una conoscenza completa e
organica dell'opera di certi autori e non credo che sia una cosa negativa
sul piano artistico, anzi. D'altronde, succede anche in altri ambiti: la
pubblicazione dell'opera omnia di un grande scrittore è sempre un fatto
assai rilevante sul piano culturale. E anche la possibilità di avere, che
so, tutti i romanzi brevi di Henry James o i racconti di Singer in un solo
volume anziché sparsi qua e là, con i problemi che la dispersione comporta,
permette una fruizione più agevole ed uno studio certamente più approfodito.

Giovanni

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
EquinoXe
2004-02-05 00:08:19 UTC
Permalink
Post by Giovanni Lavena
Beh, dipende. Quella Ross-Scarlatti è ritenuta non da me uno dei
vertici della storia del disco e, al di là della funzione
divulgativa, per quel po' che ne ho sentito (alcuni CD, cioè ben più
delle solite antologie scalattiane) è complessivamente straordinaria.
Altre sono forse un po' meno esaltanti sul piano artistico, ma
permettono una conoscenza completa e organica dell'opera di certi
autori e non credo che sia una cosa negativa sul piano artistico,
anzi.
Beh, è ovvio che ci sono integrali di grande rilievo, ci mancherebbe (vedi
ad esempio Beethoven / Schnabel), e che portano con sé una importanza
culturale, ma è il modo di fruizione che le accompagna che non funziona.
Sembra quasi che le integrali portino con sé quella idea per cui la musica
debba essere ascoltata così come è proposta, ad esempio, tutti i concerti di
Corelli, tutti i preludi di Chopin, tutti gli Improvvisi di Schubert, tutte
le sonate di Soler rimpinzando il cd di oltre 74 minuti e passa, innescando
poi quel meccanismo collezionistico per cui sorge spontaneo il desiderio di
avere l'intagrale di un tal compositore come se si dovesse completare la
raccolta delle figurine dei calciatori.

Eppure ogni musica è stata scritta per una determinata circostanza, prevede
una determinata predisposizione d'ascolto, viene valorizzata in un
determinato contesto di repertorio. Questa idea dell'integrale ha in sé un
qualcosa di intrinsecamente sballato, che crea un meccanicismo d'ascolto
distorto. Già i programmi che passano in radio, con una loro pianificazione
nelle scelte discografiche, non difetta di questo senso che io trovo sempre
più oppressivo.

In sintesi, nel momento in cui si ascolta una integrale, tutte queste
componenti fondamentali per una completa fruizione artistica IMO vanno
spesso a farsi benedire.

A.
Giuseppe
2004-02-05 04:46:21 UTC
Permalink
Post by EquinoXe
Beh, è ovvio che ci sono integrali di grande rilievo, ci mancherebbe (vedi
ad esempio Beethoven / Schnabel), e che portano con sé una importanza
culturale, ma è il modo di fruizione che le accompagna che non funziona.
Sembra quasi che le integrali portino con sé quella idea per cui la musica
debba essere ascoltata così come è proposta, ad esempio, tutti i concerti di
Corelli, tutti i preludi di Chopin, tutti gli Improvvisi di Schubert, tutte
le sonate di Soler rimpinzando il cd di oltre 74 minuti e passa, innescando
poi quel meccanismo collezionistico per cui sorge spontaneo il desiderio di
avere l'intagrale di un tal compositore come se si dovesse completare la
raccolta delle figurine dei calciatori.
Scusa ma non sono daccordo:-)
Io possiedo varie integrali ( le sonate di Beethoven, quelle di Mozart ( sanate e
concerti) la musica per organo di Bach etc etc....e ti assicuro che quando le ho prese non
le ho mai ascoltate tutte in una volta....e cmq. tutte:-)
Ascolto quelle che in quel particolare momento mi " ispirano":-)
E poi....ci sono integrali ed integrali come dici tu:-)
Degli stessi autori poi ho anche diverse musiche di particolari concerti o sonate
eseguiti da altri interpreti, ma mi sembra normale.
Un'integrale se ben riuscita secondo me, male non fa:-)))
Non dimentichiamoci poi.....il punto di vista economico:-)
Ciao
G.
EquinoXe
2004-02-05 12:07:38 UTC
Permalink
Post by Giuseppe
Scusa ma non sono daccordo:-)
Io possiedo varie integrali ( le sonate di Beethoven, quelle di
Mozart ( sanate e concerti) la musica per organo di Bach etc etc....e
ti assicuro che quando le ho prese non le ho mai ascoltate tutte in
una volta....e cmq. tutte:-) Ascolto quelle che in quel particolare
momento mi " ispirano":-)
Non è l'integrale di Bach che dà fastidio ma il concetto stesso di integrale
che si trova dappertutto come la gramigna.

Stavo riflettendo giusto ieri mentre curiosavo su un catalogo di musica
antica-barocca per vedere le ultime novità del settore. Che senso ha oggi
incidere un cd con *tutte* le musiche di Corbetta, di Cabezon, di Gabrieli,
un cofanettone di Trabaci? Ma che senso ha? L'unica eccezione
(una delle poche) l'etichetta Alpha che ogni volta sforna sempre dischi
davvero interessanti.

Possibile che si insista così tanto sulla esecuzione filologica e poi non ci
sia anche una filologia legata a come i pezzi venivano eseguiti in concerto?
Perché non ci sono dischi che invece di insistere con questa mania delle
integrali non rendano disponibile un disco così come sarebbe stato un
concerto nel '600 o nel '700?

Funzione didattica? Va benissimo, ma la collana Barocca di Repubblica che
funzione didattica vuoi che abbia? Eppure rieccoti l'integrale (un cd su
due, ma sempre integrale si tratta) di Corelli, l'integrale dei 5 concerti
di Vivaldi, l'integrale dei Concerti Grossi di Haendel...

Pensi che nel '700 si eseguissero di file tutti quanti i concerti grossi
op.3 di Haendel?

A.
Veronica Medina
2004-02-05 14:06:54 UTC
Permalink
Post by EquinoXe
Funzione didattica? Va benissimo, ma la collana Barocca di Repubblica che
funzione didattica vuoi che abbia? Eppure rieccoti l'integrale (un cd su
due, ma sempre integrale si tratta) di Corelli, l'integrale dei 5 concerti
di Vivaldi, l'integrale dei Concerti Grossi di Haendel...
Pensi che nel '700 si eseguissero di file tutti quanti i concerti grossi
op.3 di Haendel?
A.
Se e' per quello, nel '700 non si facevano registrazioni affatto ma comunque
non capisco cosa c'entra il fatto che all'epoca non si suonavano i concerti
di fila, (scusate se m'impiccio btw).
Non vedo la stranezza nel voler avere (anche se non si ascolta di fila)
un'integrale con un determinato autore, direttore o gruppo che piace
specialmente.
Devo dirti che tutta questa facenda dei "cicli" di solito ha molto
successo. Un direttore con il quale lavoravo tempo fa in un'orchestra
stabile ha avuto l'idea di programmare ogni stagione un ciclo. Ciclo delle
Sinfonie di Haydn o Mozart, ciclo dei concerti per pianoforte di Beethoven,
ciclo di "musica che descrive la natura", "musica dedicata ai bambini" e
cosi' via, sempre un ciclo. Non tutti in una serata ovviamente, ma durante
il trascorso dei tutta la stagione e da quando si ha cominciato a fare, i
biglietti erano sempre esauriti da molto prima perche' la gente si comprava
tutto l'abbonamento al posto dei biglietti singoli. L'idea ha avuto tanto
successo che altre orchestre hanno cominciato a copiarla.
Io non sono un'integralista :) ma alla fine penso che si potrebbe imparare
di piu' su un'autore quando si ascolta una serie di composizioni che non a
piccole dosi, insomma, non mi pare una cosa da dover scandalizzarsi troppo.

Ciao
V.
EquinoXe
2004-02-05 14:30:54 UTC
Permalink
Post by Veronica Medina
Se e' per quello, nel '700 non si facevano registrazioni affatto ma
comunque non capisco cosa c'entra il fatto che all'epoca non si
suonavano i concerti di fila, (scusate se m'impiccio btw).
Se è per questo nel '700 non c'era neanche l'idea che una opera dovesse
essere scritta per poi essere tramandata ai posteri. L'esempio delle opere
barocche, uno dei generi più commerciali del tempo (di cui non mi sono mai
eccessivamente interessato), mi sembra significativa.
Post by Veronica Medina
Non vedo la stranezza nel voler avere (anche se non si ascolta di
fila) un'integrale con un determinato autore, direttore o gruppo che
piace specialmente.
Quello che interessa a me è pormi dalla parte del compositore, che non
considero come una macchinetta che produce musica in automatico, ma che ha
in mente di raggiungere determinate finalità a partire da tutta una serie di
strumenti e condizioni che sa di avere a disposizione.

Insomma, non so che ne pensi, ma ascoltando l'altro giorno l'integrale delle
Overture/Preludi di Verdi mi son detto: che caspita significa una raccolta
di questo tipo? Un fico secco!
Post by Veronica Medina
Devo dirti che tutta questa facenda dei "cicli" di solito ha molto
successo.
Me ne frego se ha successo o meno.
Non mi interessa valutare le iniziative con il metro dell'auditel.

Ora sbuca fuori la questione dei cicli, che è giustamente una cosa diversa.
Anche a Milano c'è stato un ciclo delle Cantate di Bach, ed anche in
questo caso si è trattato di un evento culturale molto importante.

Resta il fatto che sono convinto che se si propone una serie di concerti
in cui ci si intende eseguire tutte le sonate di Beethoven o tutte le sue
sinfonie, magari un paio per sera, al di là della eventuale importanza
culturale, c'è qualcosa che non funziona.

A.
Giovanni Lavena
2004-02-05 15:31:14 UTC
Permalink
Post by EquinoXe
Quello che interessa a me è pormi dalla parte del compositore, che non
considero come una macchinetta che produce musica in automatico, ma che ha
in mente di raggiungere determinate finalità a partire da tutta una serie di
strumenti e condizioni che sa di avere a disposizione.
E la possibilità di ricostruire il percorso creativo proprio attraverso
l'esame di tutte le opere di un certo tipo di quell'autore è in
contraddizione con questo interesse? Per esempio, restando ad Haydn, non è
importante studiare l'evoluzione della sua opera sinfonica
considerandol'organico che aveva a disposizione o lo sviluppo della forma
sonata?
Post by EquinoXe
Resta il fatto che sono convinto che se si propone una serie di concerti
in cui ci si intende eseguire tutte le sonate di Beethoven o tutte le sue
sinfonie, magari un paio per sera, al di là della eventuale importanza
culturale, c'è qualcosa che non funziona.
E perché, di grazia? E poi, almeno il ciclo delle sonate di Beethoven è un
classico che percorre le programmazioni concertistiche da circa un secolo,
non è cosa di ieri.

Giovanni

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Jashugan
2004-02-05 18:51:46 UTC
Permalink
EquinoXe says...
Post by EquinoXe
Insomma, non so che ne pensi, ma ascoltando l'altro giorno l'integrale delle
Overture/Preludi di Verdi mi son detto: che caspita significa una raccolta
di questo tipo? Un fico secco!
Su questo sono d'accordo.
Post by EquinoXe
Resta il fatto che sono convinto che se si propone una serie di concerti
in cui ci si intende eseguire tutte le sonate di Beethoven o tutte le sue
sinfonie, magari un paio per sera, al di là della eventuale importanza
culturale, c'è qualcosa che non funziona.
Potresti spiegarti meglio?

In linea di principio sono abbastanza d'accordo, nel senso che non mi
verrebbe mai in mente di ascoltare tutte le Sonate di Beethoven di
fila... se l'ho fatto qualche volta è stato solo per ragioni
professionali, e sicuramente mi ha reso più consapevole di certe
peculiarità della sua scrittura, del suo modo di comporre, insomma mi ha
aiutato a comprendere meglio l'evoluzione di Beethoven; ma il puro e
semplice 'godimento estetico' è stato senz'altro inferiore rispetto
all'ascolto di due o tre sonate separate.

(poi c'è da dire che ci sono integrali ed integrali... le Quattro
Ballate di Chopin ed anche i Quattro Scherzi, fanno un effetto diverso
ed IMHO immensamente superiore se ascoltate di fila, mentre nel caso di
Notturni e Mazurche preferisco l'ascolto singolo, o per numero d'opera)

ciao,
Jashugan
--
«M'attizza la zizza piena, mi delizia la tizia oscena
ho fame ed è un problema se mi sfizia la pizza a cena». (CapaRezza)
EquinoXe
2004-02-05 21:30:04 UTC
Permalink
Post by Jashugan
Potresti spiegarti meglio?
Ho cercato di spiegarmi un po' meglio rispondendo a Lavena.
Fammi sapere se sono stato chiaro! :)

A.
Luca Logi
2004-02-05 18:44:35 UTC
Permalink
Post by Veronica Medina
Devo dirti che tutta questa facenda dei "cicli" di solito ha molto
successo. Un direttore con il quale lavoravo tempo fa in un'orchestra
stabile ha avuto l'idea di programmare ogni stagione un ciclo. Ciclo delle
Sinfonie di Haydn o Mozart, ciclo dei concerti per pianoforte di Beethoven,
ciclo di "musica che descrive la natura", "musica dedicata ai bambini" e
cosi' via, sempre un ciclo.
A me, devo dire la verità, non piace. Come ho già detto in passato, la
Leonora n.3 è il pezzo più bello che sia mai stato scritto, ma se c'è
una maniera sicura di rovinarlo è di suonargli vicino la Leonora n.1 e
la Leonora n.2.
--
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ***@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)
Giovanni Lavena
2004-02-05 15:15:56 UTC
Permalink
Post by EquinoXe
Non è l'integrale di Bach che dà fastidio ma il concetto stesso di integrale
che si trova dappertutto come la gramigna.
E perché? La tua posizione mi sembra un po' pretestuosa, quasi che tu non
accetti l'idea che si possa desiderare di avere (e di contro offrire al
pubblico di appassionati e anche di professionisti) un'immagine completa, la
più completa possibile, di una certa tipologia di opere di un autore. Torno
all'esempio di stanotte (l'ho fatta breve per il sonno incombente). Perché
non ci stupiamo, ma anzi plaudiamo alla intelligente operazione culturale,
davanti alla pubblicazione, nei Meridiani Mondadori o nella Biblioteca della
Pléiade Einaudi, della raccolta completa dei racconti o delle lettere o
delle poesie di un certo scrittore? Forse che c'è solo una velleità
collezionistica, che peraltro non escludo? E' invece che quelle
pubblicazioni consentono di avere una visione d'insieme, di farsi un
apparato critico personale, di seguire lo sviluppo creativo nel tempo, di
leggere e studiare opere finora inedite o mai più ripubblicate, di vedere
gli errori e le goffaggini dell'autore all'esordio... Tutto ciò avviene, per
me e non credo solo per me, anche con le integrali discografiche.
Soprattutto per gli autori cosiddetti minori o anche grandi ma frequentati
solo in certe opere, a me sorge la curiosità culturale di andare oltre, di
capire se si tratta di rose nel deserto, di scacciare il dubbio che per quel
capolavoro apparentemente isolato ci sia stato un ghost-writer. Pensa a
Bruch, conosciuto solo per il concerto n. 1 ma autore di tanta altra bella
musica (mai sentito quel gioiello della Fantasia scozzese?). Pensa a
Respighi: forse che il trittico romano ne offre un'idea corretta e completa?
Pensa a tutti gli autori che hanno avuto una notevole evoluzione creativa:
lo Stravinsky sinfonico non è solo quello della Sagra ma anche quello di
Agon o di Apollon Musagète, proprio come il buon papà Haydn non sta solo
nella Sorpresa ma anche nelle piccole sinfonie per la corte Esterhazy.
Post by EquinoXe
Stavo riflettendo giusto ieri mentre curiosavo su un catalogo di musica
antica-barocca per vedere le ultime novità del settore. Che senso ha oggi
incidere un cd con *tutte* le musiche di Corbetta, di Cabezon, di Gabrieli,
un cofanettone di Trabaci? Ma che senso ha?
Ha il senso di far conoscere l'opera complessiva di grandi autori
ingiustamente dimenticati, la cui grandezza non può essere compiutamente
apprezzata in caleidoscopiche pubblicazioni antologiche con pezzettini di
vari compositori e nemmeno i fugaci apparizioni tra i bis di questo
cembalista o di quell'organista. E poi, ti dico, si decidesse qualcuno a
fare seriamente un'integrale di Gabrieli! Ci dovrà pensare la solita
Brilliant, forse?
Post by EquinoXe
L'unica eccezione
(una delle poche) l'etichetta Alpha che ogni volta sforna sempre dischi
davvero interessanti.
Vero. Ma proprio alcuni di quei dischi mi spalancano la curiosità per le
altre opere degli autori presentati così frammentariamente.
Post by EquinoXe
Possibile che si insista così tanto sulla esecuzione filologica e poi non ci
sia anche una filologia legata a come i pezzi venivano eseguiti in concerto?
Perché non ci sono dischi che invece di insistere con questa mania delle
integrali non rendano disponibile un disco così come sarebbe stato un
concerto nel '600 o nel '700?
Non mancano, anzi. Fra le altre, ci sono le interessanti operazioni di
McCreesh, di Lawrence-King, di Hillier e di tanti altri.
Post by EquinoXe
Funzione didattica? Va benissimo, ma la collana Barocca di Repubblica che
funzione didattica vuoi che abbia? Eppure rieccoti l'integrale (un cd su
due, ma sempre integrale si tratta) di Corelli, l'integrale dei 5 concerti
di Vivaldi, l'integrale dei Concerti Grossi di Haendel...
Pensi che nel '700 si eseguissero di file tutti quanti i concerti grossi
op.3 di Haendel?
Non credo, e comunque mi interessa poco. I voglio averli tutti insieme nello
stesso disco, anche perché se l'autore li ha pubblicati tutti insieme un
motivo l'avrà avuto. Poi deciderò se ascoltarli di seguito, uno al mese,
solo gli allegri, a testa in giù, accompagnati dagli spaghetti o con mio
figlio in braccio.

Giovanni

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Enrico Baraldi
2004-02-05 15:35:20 UTC
Permalink
Post by Giovanni Lavena
Ha il senso di far conoscere l'opera complessiva di grandi autori
ingiustamente dimenticati, la cui grandezza non può essere compiutamente
apprezzata in caleidoscopiche pubblicazioni antologiche con pezzettini di
vari compositori e nemmeno i fugaci apparizioni tra i bis di questo
cembalista o di quell'organista. E poi, ti dico, si decidesse qualcuno a
fare seriamente un'integrale di Gabrieli! Ci dovrà pensare la solita
Brilliant, forse?
Perfetto. Sottoscrivo pienamento tutto ciò che hai scritto!
Soprattutto nei cosiddetti compositori minori (!?) ho sempre il timore di
perdermi la conoscenza di loro composizioni che possano riservarmi
emozionanti sorprese. Poi, magari, è tutto manierismo però si ha la
possibilità di togliersi il dubbio.
A proposito della santa Brilliant... ha or ora preso il via una integrale
dedicata alle musiche di Heinrich Schuetz (I volume - 5 cd) interpretata
dalla Cappella Augustana diretta da Matteo Messori. Assolutamente da non
perdere... visto soprattutto i prezzi di 2001 (8,99 euro).

Ciao
EB
EquinoXe
2004-02-05 21:27:21 UTC
Permalink
Post by Giovanni Lavena
E perché? La tua posizione mi sembra un po' pretestuosa, quasi che tu
non accetti l'idea che si possa desiderare di avere (e di contro
offrire al pubblico di appassionati e anche di professionisti)
un'immagine completa, la più completa possibile, di una certa
tipologia di opere di un autore. Torno all'esempio di stanotte (l'ho
fatta breve per il sonno incombente). Perché
non ci stupiamo, ma anzi plaudiamo alla intelligente operazione culturale,
davanti alla pubblicazione, nei Meridiani Mondadori o nella Biblioteca della
Pléiade Einaudi, della raccolta completa dei racconti o delle lettere o
delle poesie di un certo scrittore?
L'esempio, se permetti, è differente.

Si è partito dalla frase di Logi, che condivido pienamente, secondo la quale
il fine ultimo dello studio di un opera è il concerto dal vivo e non
l'incisione; quindi io escluderei l'esempio dei Meridiani Mondadori perché
in primo luogo l'opera letteraria non ha in sé bisogno di una mediazione
interpretativa come la musica.

In secondo luogo, il fine della musica non corrisponde alla sua diffusione
culturale. Il fatto che ci sia una integrale di Bach, per me ha un valore di
studio, di approfondimento, così come una edizione moderna dei suoi
spartiti, con la differenza però che la registrazione è accessibile a tutti
ed è una rappresentazione abbastanza fedele di una musica (non è però *la*
musica, la cui esperienza vera e totalizzante si può avere solo dal vivo o
magari in registrazioni dal vivo).

Ricorrere esclusivamente alle integrali può essere vantaggioso in termini
economici e in termini di approfondimento culturale e anche professionale,
ma non esaurisce assolutamente il ruolo che invece ha la musica in sé, che
deve essere vissuta in un contesto diverso da quello di una integrale
discografica.

Poi ognuno è libero di fare e di ascoltare la musica come meglio crede, per
carità. Di fatto io da parecchio tempo mi interesso sempre meno alla
produzione discografica e mi butto a capofitto nei concerti dal vivo anche
in radio, che offrono esperienze di gran lunga più gratificanti delle
integrali, pur belle (e artefatte) esse siano.

A.
Giovanni Lavena
2004-02-05 22:41:54 UTC
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Post by EquinoXe
Si è partito dalla frase di Logi, che condivido pienamente, secondo la quale
il fine ultimo dello studio di un opera è il concerto dal vivo e non
l'incisione;
Ma torno a ripetere: quando capiterà mai di proporre e di sentire in
concerto - che so - la sinfonia n. 11 di Haydn, il quartetto n. 2 di Villa
Lobos, il concerto per violino n. 3 di Bruch, un qualsiasi concerto per
violino di Spohr...? Se non li sento in disco, grazie alle benedette
integrali, come potrò conoscerli e, perché no, amarli nella mia breve vita?
Non credo nella reincarnazione, mentre credo che al cospetto del Padreterno
si faccia qualcosa di meglio che ascoltare Spohr!
Post by EquinoXe
io escluderei l'esempio dei Meridiani Mondadori perché
in primo luogo l'opera letteraria non ha in sé bisogno di una mediazione
interpretativa come la musica.
Perché, Shakespeare, Pirandello, Ibsen... non vanno interpretati? Però la
loro conoscenza parte necessariamente dallo studio del testo, delle
coordinate stilistiche e della struttura drammaturgica e dal confronto tra i
vari scritti dell'autore.
Post by EquinoXe
In secondo luogo, il fine della musica non corrisponde alla sua diffusione
culturale. Il fatto che ci sia una integrale di Bach, per me ha un valore di
studio, di approfondimento, così come una edizione moderna dei suoi
spartiti, con la differenza però che la registrazione è accessibile a tutti
ed è una rappresentazione abbastanza fedele di una musica (non è però *la*
musica, la cui esperienza vera e totalizzante si può avere solo dal vivo o
magari in registrazioni dal vivo).
Io non so cosa sia il fine della musica. So però che esistono musiche
pensate non direttamente per la loro esecuzione: non è così, più o meno, per
l'Arte della fuga?
Post by EquinoXe
Ricorrere esclusivamente alle integrali può essere vantaggioso in termini
economici e in termini di approfondimento culturale e anche professionale,
ma non esaurisce assolutamente il ruolo che invece ha la musica in sé, che
deve essere vissuta in un contesto diverso da quello di una integrale
discografica.
Ma nessuno ha detto che chi ha l'integrale delle sinfonie di Haydn o delle
cantate di Bach deve necessariamente farsi un'ubriacatura: di certe
integrali acquistate ormai anni fa non ho ancora ascoltato tutti i dischi.

Giovanni

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
EquinoXe
2004-02-06 01:30:37 UTC
Permalink
Post by Giovanni Lavena
Ma torno a ripetere: quando capiterà mai di proporre e di sentire in
concerto - che so - la sinfonia n. 11 di Haydn, il quartetto n. 2 di
Villa Lobos, il concerto per violino n. 3 di Bruch, un qualsiasi
concerto per violino di Spohr...?
Per forza! Se ad ogni concerto ti propongono il solito Mozart, hai voglia
quanto tempo dovrai aspettare...! :)
Post by Giovanni Lavena
Non credo nella reincarnazione, mentre credo
che al cospetto del Padreterno si faccia qualcosa di meglio che
ascoltare Spohr!
Lo credo pure io.
Post by Giovanni Lavena
Perché, Shakespeare, Pirandello, Ibsen... non vanno interpretati?
Sì, ma quello è teatro, ed il teatro è una cosa a sé.
Anche la poesia, se la mettiamo così, va interpretata.
Alla fine, riprendendo Nietzsche, dnon esistono fatti ma solo
interpretazioni. ;)
Post by Giovanni Lavena
Io non so cosa sia il fine della musica. So però che esistono musiche
pensate non direttamente per la loro esecuzione: non è così, più o
meno, per l'Arte della fuga?
Sì, ma la musica però non può esistere in quanto tale senza l'atto
interpretativo. La letteratura, in un certo senso (e semplificando di molto
il discorso) può esistere.
Post by Giovanni Lavena
Ma nessuno ha detto che chi ha l'integrale delle sinfonie di Haydn o
delle cantate di Bach deve necessariamente farsi un'ubriacatura: di
certe integrali acquistate ormai anni fa non ho ancora ascoltato
tutti i dischi.
Forse questo vale per te. :)
Prova a prendere in prestito delle integrali in fonoteca (come la stragrande
maggioranza di studenti che conosco), e vedi quante belle ubriacature che ti
tocca fare!
Dopo una mega-integrale di Paganini o dei quartetti di Beethoven ti ritrovi
a terra morto stecchito come una zanzara a cui hanno spruzzato il flit,
altro che storie!

A.
Sandro Bisotti
2004-02-06 02:00:09 UTC
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Post by Giovanni Lavena
E perché? La tua posizione mi sembra un po' pretestuosa, quasi che tu non
accetti l'idea che si possa desiderare di avere (e di contro offrire al
pubblico di appassionati e anche di professionisti) un'immagine completa, la
più completa possibile, di una certa tipologia di opere di un autore. Torno
Non vorrei passare per buonista, ma mi trovo un po' a metà strada
tra te e i tuoi "oppositori". In genere le cosiddette integrali
non sono tra i miei CD preferiti, i quali ultimi essendo per lo più
registrazioni
di concerti, possibilmente non ritoccate.
Tra i CD registrati in studio raramente le integrali sono dei
capolavori interpretativi (nei casi migliori alcune cose sono felici
ed altre meno). Ma...come negare il valore di quella che per me
è l'integrale tra le integrali, quella dove Scott Ross integra in
un bel cofanone le 555,5 periodico Sonate di sapete chi.
E' poi ha ragione Jashugan, c'è integrale ed integrale.
A ognuno la sua. Per me va benissimo l'integrale dei Papillons op.2
di Schumann suonata da Richter, o l'integrale delle note dello studio
op. 10 n.1
di Chopin fatto da Lugansky. Così, per fare due esempi.

S.
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
Jashugan
2004-02-06 11:20:46 UTC
Permalink
Sandro Bisotti says...
Post by Sandro Bisotti
A ognuno la sua. Per me va benissimo l'integrale dei Papillons op.2
di Schumann suonata da Richter, o l'integrale delle note dello studio
op. 10 n.1 di Chopin fatto da Lugansky. Così, per fare due esempi.
LOL! In effetti l'integrale delle note del primo studio di chopino si
sente di rado! ;-)

ciao,
Jashugan
--
«M'attizza la zizza piena, mi delizia la tizia oscena
ho fame ed è un problema se mi sfizia la pizza a cena». (CapaRezza)
Danny Rose
2004-02-06 12:52:25 UTC
Permalink
Post by Sandro Bisotti
E' poi ha ragione Jashugan, c'è integrale ed integrale.
A ognuno la sua. Per me va benissimo l'integrale dei Papillons op.2
di Schumann suonata da Richter, o l'integrale delle note dello studio
op. 10 n.1
di Chopin fatto da Lugansky. Così, per fare due esempi.
Due casi esemplari.

dR :-))
EquinoXe
2004-02-06 13:28:16 UTC
Permalink
Post by Sandro Bisotti
Non vorrei passare per buonista, ma mi trovo un po' a metà strada
tra te e i tuoi "oppositori".
Non credo ti si debba tacciare di buonismo perchè il problema in realtà è
molto complesso e non è risolvibile semplicemente né presupponendo una
ipotetica categoria di persone "pro-integrali", nè "contro-integrali".
Post by Sandro Bisotti
In genere le cosiddette integrali
non sono tra i miei CD preferiti, i quali ultimi essendo per lo più
registrazioni
di concerti, possibilmente non ritoccate.
Questo che dici è uno dei difetti maggiori che per me distruggono
completamente la dignità artistica della musica. Si tratta di una opinione
che vale in linea di massima dato che nella realtà possono trovare
applicazione numerose variabili.

Molti dischi vecchi (ad esempio i vinili) non difettano di questa dimensione
artefatta dell'odierno cd perché, per alcuni limiti del supporto, si tendeva
a non prendere tutte quelle cure che oggi i tecnici del suono e del
montaggio si prendono, e si preferiva magari rifare interamente più volte un
pezzo scegliendo l'esecuzione migliore piutosto che intervenire digitalmente
con ardite correzioni che finiscono per manipolare l'esecuzione rendendola
incredibilmente artefatta.

Esistono però casi particolari anche nelle vecchie registrazioni, vedi ad
esempio l'Orfeo di Monteverdi nella versione di Harnoncourt, una
registrazione di assoluto valore culturale perché costituisce la prima
registrazione in disco di una esecuzione filologicamente intesa di
quest'opera. L'ascolto è però un susseguirsi di spezzoni copia-incollati
assieme e manipolati scena per scena. E' un disco che ha un valore
culturale? Certamente. Ha un valore artistico? Per me no, infatti preferisco
di gran lunga, per dirne una, un live di Jacobs come quello trasmesso tempo
fa a RadioTre che ascoltare questa registrazione.
Post by Sandro Bisotti
E' poi ha ragione Jashugan, c'è integrale ed integrale.
Anche questo è vero.
Però continuo a contestare, non tanto la integrale in quanto fenomeno
culturale per conoscere il corpus di un compositore, quanto quel principio
secondo il quale in disco tutto debba per forza a finire in una integrale.

Insomma, perché non si dà finalmente il via a una serie di registrazioni dal
vivo di concerti che spesso hanno grandissimo valore artistico, dato che le
tecniche odierne consentirebbero tranquillamente di poterlo fare nel
migliore dei modi (tosse del pubblico permettendo)? Insomma, sempre
rimanendo all'esempio di Monteverdi, ogni volta che ascolto il Vespro di
Gardiner nella esecuzione dal vivo per la Archiv, "sound" ovattato a parte,
la trovo una esperienza molto più coinvolgente e "artistica" di molte altre
registrazioni che ho ascoltato in studio e che continuano a sembrarmi vuote
e artefatte. Lo stesso dicasi, per fare un altro esempio, per il recente
Tracica di Mahler con Haitink trasmesso in radio, che per me vale di più di
tutte le integrali mahleriane di questo mondo. ;-)

A.
EquinoXe
2004-02-06 13:38:49 UTC
Permalink
Post by Sandro Bisotti
Non vorrei passare per buonista, ma mi trovo un po' a metà strada
tra te e i tuoi "oppositori".
Non credo ti si debba tacciare di buonismo perchè il problema in realtà è
molto complesso di quanto appare e non è risolvibile semplicemente
né presupponendo una ipotetica categoria di persone "pro-integrali", nè
"contro-integrali".
Post by Sandro Bisotti
In genere le cosiddette integrali
non sono tra i miei CD preferiti, i quali ultimi essendo per lo più
registrazioni
di concerti, possibilmente non ritoccate.
Questo che dici è uno dei difetti maggiori che per me distruggono
completamente la dignità artistica della musica. Si tratta di una opinione
che vale in linea di massima, dato che nella realtà possono trovare
applicazione numerose variabili.

Molti dischi vecchi (ad esempio i vinili) non difettano di questa dimensione
artefatta dell'odierno cd perché, per alcuni limiti del supporto, si tendeva
a non prendere tutte quelle cure che oggi i tecnici del suono e del
montaggio si prendono, e si preferiva magari rifare interamente più volte un
pezzo scegliendo l'esecuzione migliore piutosto che intervenire con ardite
correzioni che finiscono per manipolare l'esecuzione rendendola
incredibilmente artefatta.

Esistono però casi particolari anche nelle vecchie registrazioni, vedi ad
esempio l'Orfeo di Monteverdi nella versione di Harnoncourt, una
registrazione di assoluto valore culturale perché costituisce la prima
registrazione in disco di una esecuzione filologicamente intesa di
quest'opera. L'ascolto è però un susseguirsi di spezzoni copia-incollati
assieme e manipolati scena per scena. E' un disco che ha un valore
culturale? Certamente. Ha un valore artistico? Per me no, infatti preferisco
di gran lunga, giusto per dirne una, un live di Jacobs come
quello trasmesso tempo fa a RadioTre piuttosto che ascoltare questa
registrazione.
Post by Sandro Bisotti
E' poi ha ragione Jashugan, c'è integrale ed integrale.
Anche questo è vero.

Però continuo a contestare, non tanto la integrale in quanto fenomeno
culturale per conoscere il corpus di un compositore, quanto quel principio
secondo il quale in un disco tutto alla fine debba per forza assumere
l'aspetto di una integrale, dai Duo della Universal ai Box Irresistibili,
alle mille altre forme di integrali in volumi della Naxos.

Insomma, perché accanto a queste forme, non si dà finalmente
il via a una serie di registrazioni dal vivo di concerti che spesso
hanno grandissimo valore artistico, dato che le tecniche odierne
consentirebbero tranquillamente di poterlo fare nel migliore dei modi
(tosse del pubblico permettendo) e con costi contenuti?

Insomma, io sarei felice di avere una registrazione professionale (e non
fatta artigianalmente dal sottoscritto) della recente Tragiaa di Mahler
con Haitink trasmessa in radio, registrazione che per me vale di più di
tutte le integrali mahleriane di questo mondo. ;-)

A.
Danny Rose
2004-02-06 13:02:19 UTC
Permalink
Giovanni Lavena <***@occupato.it> wrote in message
***@usenet.libero.it...

Perché
Post by Giovanni Lavena
non ci stupiamo, ma anzi plaudiamo alla intelligente operazione culturale,
davanti alla pubblicazione, nei Meridiani Mondadori o nella Biblioteca della
Pléiade Einaudi, della raccolta completa dei racconti o delle lettere o
delle poesie di un certo scrittore?
In realtà non è proprio sempre così; parecchi dei Meridiani sono scelte, non
comprendono proprio tutto (anche perché la situazione è differente da autore
ad autore; per Borges, ad esempio, si è seguita l'edizione argentina
approvata da lui che esclude alcune opere giovanili, che Adelphi invece ha
deciso di pubblicare, come il primo "Inquisizioni"). Il discorso comunque
sta in piedi, ed è anche un bel post :-))

La mia precisa opinione non l'ho ancora elaborata, compatite. Delle
integrali penso quello che penso dei Meridiani; li/le compro quando il
portafoglio me lo consente.

dR
kink64
2004-02-06 13:08:30 UTC
Permalink
"Danny Rose" <
Post by Danny Rose
La mia precisa opinione non l'ho ancora elaborata, compatite. Delle
integrali penso quello che penso dei Meridiani; li/le compro quando il
portafoglio me lo consente.
Non a prezzo pieno (i Meridiani), spero.
Post by Danny Rose
dR
st.
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
Giovanni Lavena
2004-02-06 16:21:13 UTC
Permalink
Post by Danny Rose
In realtà non è proprio sempre così; parecchi dei Meridiani sono scelte, non
comprendono proprio tutto (
Vabbè, non sottilizziamo troppo: era solo un'analogia per farmi capire. E
poi, invece, spesso sono proprio delle integrali.

Il discorso comunque
Post by Danny Rose
sta in piedi, ed è anche un bel post :-))
Grazie, troppo buono :-))
Post by Danny Rose
Delle
integrali penso quello che penso dei Meridiani; li/le compro quando il
portafoglio me lo consente.
Idem. Salvo comportarsi come il cinese sulla riva del fiume. Prima o poi li
trovi a metà prezzo. Alcuni Meridiani finiscono tra i remainders (sotto
Natale ne ho visti diversi) o sono ripubblicati, tali e quali, negli Oscar
"grandi classici". Le integrali in CD ricompaiono pochi anni dopo a basso
prezzo o sono riprese dalla benemerita Brilliant.

Ciao

Giovanni

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Johannes Wentu
2004-02-05 21:45:56 UTC
Permalink
Io trovo che "L'integrale di tutti i ....... di ........" abbia una
notevole valenza !
Sono un curioso, mi piacerebbe conoscere tutti i brani belli e brutti
di un compositore. Ma ho un budget (molto) limitato. Quindi perche'
devo comprarmi 700 dischi per avere tutte le opere di Brahms, se
queste stanno comodamente in 40 cd, gli uni dopo gli altri.
Se a me piacciono le overture di ROssini per il loro stile, cerco
l'integrale delle overture di Rossini per conoscerle tutte. Cosi'
farei per quelle di Verdi se fossi interessato. Non vedo che male ci
sia ad avere tutte le composizioni di un autore e un modo economico
per raccoglierle. Inoltre, se per esempio uno vuole conoscere per la
prima volta tutte le sonate di beethoven, perche' dovrebbe prendere 32
cd contenenti ognuno una sonata e qualcos'altro, con magari 20 - 25
pianisti diversi ? Meglio, se proprio, prendersi un bell'integrale in
solo 10-11 cd, con una visione organica del tutto e con sicuro
risparmio !

Wentu
EquinoXe
2004-02-05 21:58:49 UTC
Permalink
Post by Johannes Wentu
Io trovo che "L'integrale di tutti i ....... di ........" abbia una
notevole valenza !
Sono un curioso, mi piacerebbe conoscere tutti i brani belli e brutti
di un compositore.
<...>
Post by Johannes Wentu
Meglio, se proprio, prendersi un bell'integrale in
solo 10-11 cd, con una visione organica del tutto e con sicuro
risparmio !
Vedi, anche tu alla fine parli di "conoscenza", quindi dell'aspetto
culturale di una integrale, e questa ti permette di farlo.. Insomma, è il
primo passo, necessario, economico.
Ma poi?
L'esperienza musicale e artistica per te si esaurisce così?

A.
Marco Marcelli
2004-02-05 07:07:36 UTC
Permalink
Post by EquinoXe
Questa idea dell'integrale ha in sé un
qualcosa di intrinsecamente sballato, che crea un meccanicismo d'ascolto
distorto
Scusa, ma perche'?
A parte il fatto che in certi casi, vedi appunto Haydn, delle
sinfonie londinesi puoi trovarne quante esecuzioni vuoi, ma sara'
ben piu' difficile poter scegliere ad esempio la versione che
vuoi della n.12 o della n.17 (due numeri a caso), poi si tratta
di un cammino comunque omogeneo artisticamente: conoscere la
visione poetica generale di un certo interprete e' in ogni caso
importante, IMHO.
--
==========================
Marco Marcelli - Genova
==========================
Seneca
2004-02-05 23:01:06 UTC
Permalink
On Thu, 05 Feb 2004 07:07:36 GMT, Marco Marcelli
Post by Marco Marcelli
Scusa, ma perche'?
A parte il fatto che in certi casi, vedi appunto Haydn, delle
sinfonie londinesi puoi trovarne quante esecuzioni vuoi, ma sara'
ben piu' difficile poter scegliere ad esempio la versione che
vuoi della n.12 o della n.17 (due numeri a caso), poi si tratta
di un cammino comunque omogeneo artisticamente: conoscere la
visione poetica generale di un certo interprete e' in ogni caso
importante, IMHO.
Oddio !! C'è il rischio che qualcosa abbia intuito !!!


S.
Danny Rose
2004-02-05 13:22:08 UTC
Permalink
Post by EquinoXe
tutti i preludi di Chopin, tutti gli Improvvisi di Schubert
Beh, questi in realtà sono cicli, è un po' diverso. Soprattutto i Preludi di
Chopin.

dR
EquinoXe
2004-02-05 13:50:43 UTC
Permalink
Post by Danny Rose
Beh, questi in realtà sono cicli, è un po' diverso. Soprattutto i
Preludi di Chopin.
Che differenza c'è?

Nel noto disco dal vivo di Dino Ciani da poco stampato dalla DG, in cui
compare l'integrale dei Notturni di Chopin, Ciani (per me giustamente) dice
che la proposizione di tutti i Notturni chopeniani in un programma da
concerto tradizionale sarebbe inaccettabile, mentre in questo particolare
caso si tratta di un evento culturale e come tale va interpretato. Mi sembra
un distinguo molto sensato che potrebbe essere traslato anche nel
discorso che si sta facendo sul ruolo delle integrali discografiche.

A.
Danny Rose
2004-02-05 17:28:20 UTC
Permalink
Post by EquinoXe
Che differenza c'è?
C'è che i Preludi op.28 di Chopin sono in pratica una composizione unitaria,
benché articolata in brevi frammenti: un polittico, insomma. Si è versato un
bel po' di inchiostro sulla questione, chi cerca di mediare i contrasti e
trovare una continuità, peraltro confermata dall'alternarsi delle tonalità,
chi invece esaspera l'individualità dei singoli pezzi. E, infine,
banalmente, c'è il fatto che li ha radunati sotto un solo numero d'opera.
Un discorso simile vale per Schubert, e non solo per gli Improvvisi.
Smembreresti la Winterreise? Già, in quel caso c'è il fattore aggiuntivo
dato dal testo letterario.
Lo stesso discorso vale per i cicli di Schumann e Brahms, è una
caratteristica dell'Ottocento e del primo Novecento (non tanto primo, a
pensarci bene).
Post by EquinoXe
Nel noto disco dal vivo di Dino Ciani da poco stampato dalla DG, in cui
compare l'integrale dei Notturni di Chopin, Ciani (per me giustamente) dice
che la proposizione di tutti i Notturni chopeniani in un programma da
concerto tradizionale sarebbe inaccettabile, mentre in questo particolare
caso si tratta di un evento culturale e come tale va interpretato. Mi sembra
un distinguo molto sensato che potrebbe essere traslato anche nel
discorso che si sta facendo sul ruolo delle integrali discografiche.
Grazie e tante, i Notturni sono un caso diversissimo; ricompaiono
periodicamente, in brevi raccolte (due o tre pezzi) lungo tutta la carriera
compositiva di Chopin; e in ogni caso sono pezzi diversi dai Preludi, già
più conclusi in se stessi. Peraltro negli ultimi decenni si è affermata
l'abitudine di proporre i numeri d'opera interi, quindi due o tre Notturni
insieme. Qualche pianista fa diversamente, ma a volte c'è un disegno d'altro
genere nel programma (ad esempio raggruppare generi diversi per tonalità
identiche o prossime, oppure illustrare altri aspetti della letteratura che
si ripropongono, appunto, in generi diversi).
In ogni caso, dall'ascolto unitario dei Preludi, se l'interprete cerca il
disegno ciclico, si ha l'impressione di un'opera unitaria nell'equilibrio di
caratteri diversissimi; l'ascolto di tutti i Notturni non da', a mio parere,
la stessa impressione. Quanto piuttosto lo spaccato, il profilo di una
vicenda creativa.

dR
Zazie dans le métro
2004-02-05 11:13:32 UTC
Permalink
Post by Giovanni Lavena
Post by EquinoXe
Il punto è: integrali di questo tipo, che ora come ora stanno diventando
una
Post by EquinoXe
vera ossessione (sia da parte delle majors che di molte etichette
indipendenti), al di là dell'importanza a livello didattico-divulgativo
delle opere ivi registrate, hanno un senso artistico? Per me no.
Beh, dipende. Quella Ross-Scarlatti è ritenuta non da me uno dei vertici
della storia del disco
vero!!!!
Z.
Marco Marcelli
2004-02-05 07:02:51 UTC
Permalink
Post by Luca Logi
Noto una cosa interessante, che tu consideri come scopo ultimo dello
studio l'incisione. Io considererei lo scopo ultimo il concerto dal
vivo, e solo dopo che un interprete ha realmente maturato il pezzo
considererei l'eventuale possibilità di inciderlo.
No, assolutamente.
Volevo solo porre un "paletto" per significare il fatto che la
sinfonia fosse pronta per l'esecuzione, in sala di incisione o in
concerto dal vivo,
Volevo solo fare un esempio, non finalizzare lo studio.

Grazie delle spiegazioni.

==========================
Marco Marcelli - Genova
==========================
Seneca
2004-02-05 23:02:50 UTC
Permalink
On Thu, 05 Feb 2004 07:02:51 GMT, Marco Marcelli
Post by Marco Marcelli
No, assolutamente.
Volevo solo porre un "paletto" per significare il fatto che la
sinfonia fosse pronta per l'esecuzione, in sala di incisione o in
concerto dal vivo,
Volevo solo fare un esempio, non finalizzare lo studio.
Grazie delle spiegazioni.
Beh....per quello che son servite.........


S.
.·°^°·.Elena.·°^°·.
2004-02-04 23:03:14 UTC
Permalink
"Marco Marcelli" <***@ELIMINAMI.libero.it> ha scritto nel
messaggio news:GGbUb.189538$***@news3.tin.it...

:
: E i componenti un'orchestra, devono anche "studiare a casa" o
: sono sufficienti le prove col direttore?
:

io ho studiato prima a casa (vabbè, era poca roba), poi abbiamo fatto le
prove tutti assieme, in settembre ci hanno dato le parti e a novembre
abbiamo suonato al Palafenice e al Zandonai di Rovereto

: In poche parole: mi raccontate come evolve la preparazione di una
: sinfonia? :-))

Nel mio caso L'Arca di Noè di Britten!;-) Unica esperienza orchestrale,
sebbene orchestra del conservatorio, sempre di orchestra si trattava...
Magari chi suona regolarmente in orchestra (Morooo???) potrà dirti di +!




--

Elena
"Silently she walks..."
Veronica Medina
2004-02-05 07:50:13 UTC
Permalink
Post by Marco Marcelli
Ascoltando una sinfonia di Haydn, stasera, e sapendo che Adam
Fischer ci ha messo 12 anni per il ciclo completo (notizia da
Kink64!) m'e' venuta una curiosita': ma un direttore d'orchestra
che debba preparare una sinfonia (da Haydn a Mahler, sara'
ovviamente molto diverso!), quanto tempo ci mette, dal momento in
cui apre la partitura per capire cosa c'e' scritto al momento in
cui e' pronto alla eventuale incisione?
Tempo variabile, ovviamente, ma da cosa?
Provo a dirti la mia anche se la risposta te la puo' dare molto meglio Tito
:)
Il tempo che ci impiega in qualsiasi tipo di sinfonia dipende da tante cose,
preparazione, capacita', esperienza, ecc ecc.
Post by Marco Marcelli
E i componenti un'orchestra, devono anche "studiare a casa" o
sono sufficienti le prove col direttore?
Teoricamente e' sempre meglio studiare a casa (anche se non in tutti i casi)
ma anche li' dipende da tante cose. Se il pezzo e' specialmente difficile e
uno ci tiene a non fare la figura della m....erenda :) Oppure se si tratta
di una piccola o grande orchestra, se e' piccola si e' piu responsabile di
suonare il meglio possibile la propria parte perche' si e' piu' scoperti e
"a volte" la gente s'impegna un po' di piu'.
Ripeto, l'ideale sarebbe studiare sempre a casa, anche per il semplice fatto
che a forza di suonare in orchestra la tecnica si sporca in maniera non
indifferente, gia' che tante cose (come suono ed intonazione) vengono
trascurate suonando in gruppo che non da soli e studiare i passaggetti in
casa aiuta a "pulire" questi difetti ma poi nella realta' succede che la
maggior parte degli orchestrali si fida molto sulla buona lettura a prima
vista che e' un requisito quasi indispensabile per suonare in orchestra e
quindi ci si accontenta con azzeccare a una certa percentuale di note che e'
variabile dipendendo dal proprio senso della responsabilita' ma anche il
senso della responsabilita' e' molto variabile e dipende da tante cose :)
Dalla qualita' dell'orchestra, dalla vanita' personale, dal senso della
responsabilita', in certi casi anche dallo stipendio perche' piu' volte
sento a gente dire "che studio a fare, tanto, per quello che pagano!" e
insomma, tutte cose che stimolano o meno ad avere piu' responsabilita' su
cio' che si suona.
Post by Marco Marcelli
In poche parole: mi raccontate come evolve la preparazione di una
sinfonia? :-))
So che alla fine ho scritto molto ma non ho detto nulla ma per me la tua
domanda e' troppo difficile da spiegare in maniera concretta e se conoscessi
il mondo dei musicisti, specie degli orchestrali capiresti perche' :)

Ciao
V.
Jean
2004-02-05 08:31:27 UTC
Permalink
Post by Veronica Medina
Ripeto, l'ideale sarebbe studiare sempre a casa, anche per il semplice fatto
che a forza di suonare in orchestra la tecnica si sporca in maniera non
indifferente, gia' che tante cose (come suono ed intonazione) vengono
trascurate suonando in gruppo che non da soli e studiare i passaggetti in
casa aiuta a "pulire" questi difetti ma poi nella realta' succede che la
maggior parte degli orchestrali si fida molto sulla buona lettura a prima
vista che e' un requisito quasi indispensabile per suonare in orchestra e
quindi ci si accontenta con azzeccare a una certa percentuale di note che e'
variabile dipendendo dal proprio senso della responsabilita' ma anche il
senso della responsabilita' e' molto variabile e dipende da tante cose :)
MARONNA... e mettere un punto o una virgola ogni tanto??... Pietà per chi
legge! :-)
Scherzi a parte, secondo me dovresti aggiungere a quanto hai scritto
un'importante postilla: "questo succede IN ITALIA"... e NON nelle migliori e
professionali orchestre tedesche o inglesi o (soprattutto) americane. Sennò
il povero Marco penserà davvero che, piuttosto che diventare ciò che dici
stando in orchestra, sia meglio alla resa dei conti dilettarsi con il
proprio stereo, e vivere la Musica al di fuori del mondo degli addetti ai
lavori... Oddio, in Italia non è poi così lontano dal vero!

Ciao,
Jean
Marco Marcelli
2004-02-05 10:34:25 UTC
Permalink
Post by Veronica Medina
So che alla fine ho scritto molto ma non ho detto nulla ma per me la tua
domanda e' troppo difficile da spiegare in maniera concretta e se conoscessi
il mondo dei musicisti, specie degli orchestrali capiresti perche' :)
Scherzi del server...... questa tua risposta m'e' arrivata DOPO l'altro
scambio di post..... e vabbe'!
Grazie! :-))

M

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Seneca
2004-02-05 23:06:04 UTC
Permalink
On Thu, 05 Feb 2004 07:50:13 GMT, "Veronica Medina"
Post by Veronica Medina
Provo a dirti la mia anche se la risposta te la puo' dare molto meglio Tito
Questo è giustissimo ! In fondo LUI è il capostipite :-)


S.
Il_Moro
2004-02-05 10:19:08 UTC
Permalink
Post by Marco Marcelli
E i componenti un'orchestra, devono anche "studiare a casa" o
sono sufficienti le prove col direttore?
Punto di vista del giovin marchettaro:

Caso I: "Questa volta vado per la musica"

In genere quando si vuole avere la coscienza tranquilla e far bella figura
con gli assoldatori, si procede due-tre giorni prima della prima prova ad
un'ecografia del fascicoletto di parti che si è ricevuto col Prioritario.
Questo l'ho suonato, questo l'ho suonato, questo non l'ho suonato. Si
procede dunque ad analisi TAC-RMN della parte mai vista, per individuare i
passaggi a maggior densità di inchiostro nero. Si sbatte il metronomo a metà
del numerillo indicato a capopagina, per un valore doppio di quello indicato
a capopagina. Questa operazione bradipistica è finalizzata alla diteggiatura
della parte: le indicazioni a matita sopra le note nei passaggi difficili
non mancano mai di destare la maraviglia del compagno di leggio: "Ostrega,
che bravo, ti gà messo za i dèi!". Cercare di capire qualcosa della musica
dallo studio di una parte isolata è più dannoso che utile, a meno che non si
tratti di una parte di primo violino di repertorio classico. In genere se si
son "messi i dèi", è difficile fare figurazze alla prima prova. Dopo la
prima prova si riesegue un'eco-doppler della parte, a metronomo indicato,
per evidenziare eventuali discrepanze fra i gradi di inchiostro nero e i
gradi di effettiva difficoltà. A volte capita che delle cose siano bianche,
ma difficili. Le si studiano un po' prima della seconda prova. Ma poi basta:
è una questione di principio! :-)

Caso II: "Sei libero dal 15 al 18, ci sarebbe una marchetta..."

Ci si reca al luogo della prima prova con largo anticipo. Sì sì, avete
capito bene, con largo anticipo: il succo della prova sono le pause, andare
in anticipo è un intelligente modo di prolungarle, per stringere vincoli
sociali con i compari marchettosi, allargare la propria rete di marchette ed
eventualmente individuare le belle ragazze. Si prende un Jack-Daniels al
baretto davanti la sala col contrabbassista dell'orchestra (non dicono mai
di no) per favorire la concentrazione. Ogni volta che arriva un orchestrale
si esclama con voce bulla: "Hai visto le parti?", e per convenzione si
esplode entrambi in una grassa risata...


Il Moro
Veronica Medina
2004-02-05 11:10:28 UTC
Permalink
Post by Il_Moro
In genere quando si vuole avere la coscienza tranquilla e far bella figura
con gli assoldatori,
-cut-
Post by Il_Moro
Caso II: "Sei libero dal 15 al 18, ci sarebbe una marchetta..."
Ci si reca al luogo della prima prova con largo anticipo. Sì sì, avete
capito bene, con largo anticipo: il succo della prova sono le pause, andare
in anticipo è un intelligente modo di prolungarle, per stringere vincoli
sociali con i compari marchettosi, allargare la propria rete di marchette ed
eventualmente individuare le belle ragazze. Si prende un Jack-Daniels al
baretto davanti la sala col contrabbassista dell'orchestra (non dicono mai
di no) per favorire la concentrazione. Ogni volta che arriva un orchestrale
si esclama con voce bulla: "Hai visto le parti?", e per convenzione si
esplode entrambi in una grassa risata...
LOL!

V.

P.S. che tiste realta'.
Moosbrugger
2004-02-05 11:58:34 UTC
Permalink
Post by Il_Moro
Si prende un Jack-Daniels al
baretto davanti la sala col contrabbassista dell'orchestra (non dicono mai
di no) per favorire la concentrazione.
E manco mal che ghe semo niantri, si no setto che do bae 'sto lavoro...

Ciao ;-)

Moos
--
"Cosa dificile qui ?!? Se io avevo questa prima vista in Mosca mandavano me
Siberia !!"

Pavel Vernikov
Il_Moro
2004-02-05 13:15:56 UTC
Permalink
Post by Moosbrugger
E manco mal che ghe semo niantri, si no setto che do bae 'sto lavoro...
Quoto und sottoscrivo... ;-)


Il Moro
Zazie dans le métro
2004-02-05 16:13:55 UTC
Permalink
Post by Moosbrugger
E manco mal che ghe semo niantri, si no setto che do bae 'sto lavoro...
ROTFL
Seneca
2004-02-05 22:30:01 UTC
Permalink
On Wed, 04 Feb 2004 19:25:26 GMT, Marco Marcelli
Domanda per direttori d'orchestra...
E dove li trovi in questo gruppo?? LOL................

S.
Moosbrugger
2004-02-05 23:16:40 UTC
Permalink
Post by Seneca
E dove li trovi in questo gruppo?? LOL................
Oh, ce n'è, ce n'è. Per esempio, questo

http://www.fabioluisi.com/

ogni tanto scrive, anche recentemente.
Se poi cerchi un po', per esempio, qui

http://www.orchestre-ile.com/saison2/artistes/artistes.htm

ci trovi qualcuno che scrive con una certa frequenza.

E ce n'è altri, che magari non hanno troppa voglia di firmarsi con nome e
cognome...

Ciao

Moos
--
"Cosa dificile qui ?!? Se io avevo questa prima vista in Mosca mandavano me
Siberia !!"

Pavel Vernikov
Marco Marcelli
2004-02-06 07:02:54 UTC
Permalink
Post by Moosbrugger
Post by Seneca
E dove li trovi in questo gruppo?? LOL................
Oh, ce n'è, ce n'è. Per esempio, questo
http://www.fabioluisi.com/
Lascia perdere, Moos.
Non aspetta che qualcuno gli risponda.
--
==========================
Marco Marcelli - Genova
==========================
Veronica Medina
2004-02-06 08:20:38 UTC
Permalink
Post by Moosbrugger
http://www.orchestre-ile.com/saison2/artistes/artistes.htm
ci trovi qualcuno che scrive con una certa frequenza.
E ce n'è altri, che magari non hanno troppa voglia di firmarsi con nome e
cognome...
Cavolo! Non pensavo che Tito fosse cosi' giovane.
Complimenti a Tito e anche a Fabio Luisi.

Ciao
V.
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