Discussione:
Nuove sulla querelle Muti
(troppo vecchio per rispondere)
Marco Marcelli
2005-03-16 13:09:49 UTC
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Ormai non puo' piu' restare, a dispetto dei santi........

http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/spettacoli_e_cultura/scala/viamuti/viamuti.html

M


--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Kairaddin
2005-03-16 13:52:33 UTC
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Post by Marco Marcelli
Ormai non puo' piu' restare, a dispetto dei santi........
No problem : ci metteremo Cofferati a dirigere.

O qualche altro della Triplice, no ?


Kairaddin
Achting
2005-03-16 13:52:19 UTC
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Post by Kairaddin
Post by Marco Marcelli
Ormai non puo' piu' restare, a dispetto dei santi........
No problem : ci metteremo Cofferati a dirigere.
O qualche altro della Triplice, no ?
Così alla Prima del 2005 suoneranno finalmente l'Internazionale...
Achting
2005-03-16 14:40:25 UTC
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Post by Kairaddin
Post by Marco Marcelli
Ormai non puo' piu' restare, a dispetto dei santi........
No problem : ci metteremo Cofferati a dirigere.
O qualche altro della Triplice, no ?
Albertini è uno con le palle e non si lascia di certo intimidare da quattro
comunisti che speculano sul Teatro per motivi di bottega:

Da Quotidiano Nazionale.it


"Dall'altra parte, si annuncia sempre più dura la reazione del sindaco
Albertini: "Se il sindacato mi querelasse, i miei avvocati sono pronti ad
una controquerela con richiesta di danni" ha dichiarato a proposito delle
polemiche di questi giorni in seguito alla sua relazione in Consiglio
comunale sul 'caso Scala', nella quale si parlava di aumenti ai lavoratori
per 2 milioni e 15 mila euro considerati «inopportuni» dal primo cittadino.

"Il commissariamento del Teatro sarà inevitabile se la conflittualità
continuerà, obbligando il Governo ad azzerare il Cda" ha proseguito il
sindaco, per poi precisare "i privati, per esempio la Fondazione Cariplo,
non investirebbero mai in un litigio continuo, per cui si creerebbero
presto le condizioni per quelle gravi irregolarità amministrative che danno
ai Ministeri del Tesoro e della Cultura la possibilità di procedere alla
nomina di un Commissario".

A proposito della possibile mediazione che prevede le dimissioni del
Sovrintendente Mario Meli, fresco di nomina in sostituzione al licenziato
Fontana, Albertini sgombra in campo: "Non vedo alcuna possibilità di questo
genere. Le dimissioni di Meli significherebbero solo l'obbedienza ad un
sopruso delle maestranze, un vero e proprio ammutinamento"
Areknames
2005-03-16 14:51:17 UTC
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Post by Achting
Albertini è uno con le palle e non si lascia di certo intimidare da quattro
Infatti Muti si è appena dimesso.Cambia palla di cristallo, vah.
Achting
2005-03-16 14:59:58 UTC
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Post by Areknames
Post by Achting
Albertini è uno con le palle e non si lascia di certo intimidare da quattro
Infatti Muti si è appena dimesso.Cambia palla di cristallo, vah.
Forse dormivi sonni profondi, ma la mia palla di cristallo aveva già
previsto tutto.

Postato ieri:


SCALA: ALBERTINI, SINDACATO VUOLE LOGORARE MUTI

"Il sindacato e i partiti dell'opposizione vogliono logorare la
sensibilita' di un grande artista come Riccardo Muti con polemiche,
perche' lasci la Scala. E poi ne attribuiranno la responsabilita' al Cda
dell'Ente lirico".
Zazie-la-peste
2005-03-16 17:45:47 UTC
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Post by Areknames
Post by Achting
Albertini è uno con le palle e non si lascia di certo intimidare da quattro
Infatti Muti si è appena dimesso.Cambia palla di cristallo, vah.
Albertini prima ha insozzato Fontana, poi ieri ha detto, davanti a Zecchi -
peraltro- che in realtà avrebbe voluto Fontana come assessore alla Cultura.
Ma come, non era quello che aveva fatto disastri, Fontana?
Siamo alla burla.
Un vero spasso.
Z
Achting
2005-03-18 10:42:41 UTC
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Post by Areknames
Post by Achting
Albertini è uno con le palle e non si lascia di certo intimidare da quattro
Infatti Muti si è appena dimesso.Cambia palla di cristallo, vah.
Mi sai che hai parlato troppo presto.

Ritenta, sarai più fortunato :-)
Luca Logi
2005-03-16 17:59:34 UTC
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Post by Kairaddin
No problem : ci metteremo Cofferati a dirigere.
O qualche altro della Triplice, no ?
Ora che ti sei tolto la voglia della battuta, ti racconto come stanno le
cose. Mi fai il piacere di prendere atto, perchè i teatri d'opera non
sono il petrolchimico e le relazioni sindacali funzionano in maniere
differenti.

Primo, la Triplice non è una triplice ma una quadruplice o una duplice,
a seconda dei teatri. Uno dei sindacati autonomi, la Fials, è piuttosto
forte in molti teatri (alla Scala dovrebbe avere, fra iscritti e
simpatizzanti, il 70% dell'orchestra, o almeno così mi dicono), e questo
condiziona gli equilibri. Cisl e Uil non sono mai state molto potenti,
in qualche teatro sono ridotte ad avere meno di dieci aderenti. La Cgil
di solito è il sindacato maggiore e quello che ha più aderenti in tutte
le diverse "tribù" del teatro (di solito la Fials ha aderenti nelle
masse artistiche ma non nei tecnici e negli amministrativi). In qualche
teatro esistono anche altri sindacati autonomi; credo che all'Opera di
Roma, nei momenti migliori, ve ne fossero oltre una decina.

Cofferati, per quello che riguarda i teatri d'opera, è sempre stato un
ultra moderato. Fu lui a dire (credo perdendoci qualche iscritto) che i
teatri d'opera erano servizi pubblici come i trasporti e gli ospedali e
che gli scioperi dovrebbero essere proibiti o quasi.

Che la questione Scala sia una questione sindacale, è una balla grossa
così messa in giro da Albertini che prima se ne è fregato alla grande,
poi da quando la bomba gli è esplosa in mano sta cercando un capro
espiatorio.

I problemi fra Muti, Scala e Fontana iniziano da molto lontano ed hanno
ragioni che in questi giorni non sono state nemmeno sfiorate. Se non mi
credi, vai a vedere questo mio post su iamcm:

http://www.google.it/groups?q=muti+pizza+author:Luca+author:Logi&hl=it&l
r=&ie=UTF-8&safe=off&selm=bjtchn%245sb%241%40attila.bofh.it&rnum=1

dove il 12 settembre del 2003 (quindi un anno e mezzo fa, quando di
scioperi e agitazioni nemmeno si parlava) scommettevo una pizza con il
Peres che Muti non sarebbe stato più direttore musicale alla Scala per
la fine del 2005. Le ragioni che avevo in mente allora sono valide, più
che mai, anche oggi.
--
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ***@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)
Praenestinus
2005-03-17 09:32:56 UTC
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"Luca Logi" <***@dada.it> ha scritto nel messaggio news:1gtj5l3.1s9aawsaniya6N%***@dada.it...

Qualcuno può spiegarmi una cosa??
E' obbligatoria l'iscrizione al sindacato per un lavoratore del teatro o
musicista in genere????

Grazie.

S.
Luca Logi
2005-03-17 22:17:36 UTC
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Post by Praenestinus
Qualcuno può spiegarmi una cosa??
E' obbligatoria l'iscrizione al sindacato per un lavoratore del teatro o
musicista in genere????
Io lavoro in teatro da 17 anni e non solo non sono iscritto a nessun
sindacato, ma nessuno me lo ha nemmeno chiesto.
--
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ***@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)
Praenestinus
2005-03-18 09:17:29 UTC
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Post by Luca Logi
Post by Praenestinus
Qualcuno può spiegarmi una cosa??
E' obbligatoria l'iscrizione al sindacato per un lavoratore del teatro o
musicista in genere????
Io lavoro in teatro da 17 anni e non solo non sono iscritto a nessun
sindacato, ma nessuno me lo ha nemmeno chiesto.
Appunto.

Secondo me i sindacati sono la rovina della musica, almeno in Italia.

S.
Luca Logi
2005-03-18 13:47:42 UTC
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Post by Praenestinus
Secondo me i sindacati sono la rovina della musica, almeno in Italia.
E' un luogo comune, la realtà è molto più complessa. La spiego con due
aneddoti.

---------

Il direttore del personale di una banca (di dimensioni provinciali) del
sud, desiderando, per motivi personali, di dare una svolta alla sua
vita, cambiando lavoro e città, aveva sostenuto e vinto un concorso per
fare il direttore del personale in un importante teatro d'opera del
nord.

Ma appena iniziò a svolgere effettivamente il lavoro, si trovò in
difficoltà. Non solo il contratto di lavoro dei teatri d'opera è
estremamente complesso, contenendo norme differenziate per ogni
categoria (dai tecnici agli orchestrali ai coristi), ma sia il personale
che i sindacalisti il contratto lo conoscevano a menadito, ed erano in
grado di contestare ogni disposizione dubbia, oltre a porre problemi
tecnicamente difficili (per esempio: "perchè al terzo dei primi violini
si riconosce il 2° livello, mentre al quarto, che già è al 4° livello,
non si riconosce nemmeno la maggiorazione del 2,78%?").

In altre parole il nostro - che per dirigere il personale di una banca
era perfettamente adeguato - non per nulla capace di dirigere il
personale di un teatro d'opera, ad incominciare dalla pura e semplice
interpretazione del contratto di lavoro (basterebbe rispondere: "il
quarto dei primi violini non è una prima parte, quindi non spetta il
livello superiore; e non è una parte reale, per cui non spetta nemmeno
la maggiorazione" e la faccenda si chiude). Il nostro sviluppò in
qualche mese una grave depressione e prima di un anno si dimise,
cercando lavoro in una realtà meno complessa da gestire.

--------------

Altro aneddoto. Questo mi fu raccontato da un ex secondo flauto di un
importante teatro del nord. In occasione delle esecuzioni della Sagra
della Primavera, questi suonava la parte del flauto in sol, per la
quale, recita il contratto nazionale, "spetta un compenso da stabilire
in sede aziendale".

Presso quella azienda, da tempo immemorabile valeva l'accordo che il
compenso era di lire 30000 ad esecuzione. Stiamo parlando di decenni fa,
quando 30000 lire potevano essere la paga giornaliera di un operaio.

Un giorno, nell'imminenza dell'esecuzione, il flautista viene convocato
dal segretario generale dell'ente, che gli dice che 30000 lire sono
troppe, è uno scandalo di pagare tutti questi soldi quando i disoccupati
fanno la fame, etc., e che doveva chiedere di meno.

Il flautista rispose che lui non chiedeva proprio niente: si trattava di
un accordo, firmato dalla direzione, e che quindi la cifra non solo era
congrua, ma che se avessero preso uno da fuori per suonare quella parte
avrebbero speso molto di più.

"Perchè, secondo lei, quale sarebbe il compenso adeguato?"

Il flautista pensò fra di sè, adesso gli dico una cifra provocatoria,
che lo spiazzi completamente. "Centoventimila."

Per farla breve, quando il flautista usciva dall'ufficio del segretario
generale, avevano concordato un compenso di 70000 lire ad esecuzione.

----------------

Traiamo l'insegnamento: non si può dare ai sindacati la colpa di
esistere. E nemmeno di non resistere, talvolta, alla tentazione di
sfruttare l'incapacità dei dirigenti. Il segretario generale di qui
sopra, adesso, è il rispettato sovrintendente di una fondazione lirica.

La rovina della musica in Italia è l'incapacità di moltissimi dirigenti,
che si trovano al loro posto o per motivi politici o per anzianità o
come parcheggio di altre situazioni. Per non dire, poi, delle
intromissioni della politica. Ma in realtà, i sindacati musicali
italiani sono tendenzialmente piuttosto concilianti, a meno che non
capiscano di avere di fronte degli idioti da mungere fino a quando il
latte continua a scendere.

Se volete qualche esempio di sindacalismo musicale duro, che non guarda
in faccia a nessuno, guardate alla più che secolare Musicians' Union
britannica (che per tanto tempo ha imposto il principio: se in tv si
sente una orchestra registrata, bisogna assumere per quella giornata tot
musicisti, anche a costo che non abbiano niente da fare). O le union
americane. Nulla a che vedere con i sindacalisti italiani.
--
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ***@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)
Praenestinus
2005-03-18 15:27:02 UTC
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Post by Luca Logi
Post by Praenestinus
Secondo me i sindacati sono la rovina della musica, almeno in Italia.
E' un luogo comune, la realtà è molto più complessa. La spiego con due
aneddoti.
---------
Il direttore del personale di una banca (di dimensioni provinciali) del
sud, desiderando, per motivi personali, di dare una svolta alla sua
vita, cambiando lavoro e città, aveva sostenuto e vinto un concorso per
fare il direttore del personale in un importante teatro d'opera del
nord.
Ma appena iniziò a svolgere effettivamente il lavoro, si trovò in
difficoltà. Non solo il contratto di lavoro dei teatri d'opera è
estremamente complesso, contenendo norme differenziate per ogni
categoria (dai tecnici agli orchestrali ai coristi), ma sia il personale
che i sindacalisti il contratto lo conoscevano a menadito, ed erano in
grado di contestare ogni disposizione dubbia, oltre a porre problemi
tecnicamente difficili (per esempio: "perchè al terzo dei primi violini
si riconosce il 2° livello, mentre al quarto, che già è al 4° livello,
non si riconosce nemmeno la maggiorazione del 2,78%?").
In altre parole il nostro - che per dirigere il personale di una banca
era perfettamente adeguato - non per nulla capace di dirigere il
personale di un teatro d'opera, ad incominciare dalla pura e semplice
interpretazione del contratto di lavoro (basterebbe rispondere: "il
quarto dei primi violini non è una prima parte, quindi non spetta il
livello superiore; e non è una parte reale, per cui non spetta nemmeno
la maggiorazione" e la faccenda si chiude). Il nostro sviluppò in
qualche mese una grave depressione e prima di un anno si dimise,
cercando lavoro in una realtà meno complessa da gestire.
--------------
Altro aneddoto. Questo mi fu raccontato da un ex secondo flauto di un
importante teatro del nord. In occasione delle esecuzioni della Sagra
della Primavera, questi suonava la parte del flauto in sol, per la
quale, recita il contratto nazionale, "spetta un compenso da stabilire
in sede aziendale".
Presso quella azienda, da tempo immemorabile valeva l'accordo che il
compenso era di lire 30000 ad esecuzione. Stiamo parlando di decenni fa,
quando 30000 lire potevano essere la paga giornaliera di un operaio.
Un giorno, nell'imminenza dell'esecuzione, il flautista viene convocato
dal segretario generale dell'ente, che gli dice che 30000 lire sono
troppe, è uno scandalo di pagare tutti questi soldi quando i disoccupati
fanno la fame, etc., e che doveva chiedere di meno.
Il flautista rispose che lui non chiedeva proprio niente: si trattava di
un accordo, firmato dalla direzione, e che quindi la cifra non solo era
congrua, ma che se avessero preso uno da fuori per suonare quella parte
avrebbero speso molto di più.
"Perchè, secondo lei, quale sarebbe il compenso adeguato?"
Il flautista pensò fra di sè, adesso gli dico una cifra provocatoria,
che lo spiazzi completamente. "Centoventimila."
Per farla breve, quando il flautista usciva dall'ufficio del segretario
generale, avevano concordato un compenso di 70000 lire ad esecuzione.
----------------
Traiamo l'insegnamento: non si può dare ai sindacati la colpa di
esistere. E nemmeno di non resistere, talvolta, alla tentazione di
sfruttare l'incapacità dei dirigenti. Il segretario generale di qui
sopra, adesso, è il rispettato sovrintendente di una fondazione lirica.
La rovina della musica in Italia è l'incapacità di moltissimi dirigenti,
che si trovano al loro posto o per motivi politici o per anzianità o
come parcheggio di altre situazioni. Per non dire, poi, delle
intromissioni della politica. Ma in realtà, i sindacati musicali
italiani sono tendenzialmente piuttosto concilianti, a meno che non
capiscano di avere di fronte degli idioti da mungere fino a quando il
latte continua a scendere.
Se volete qualche esempio di sindacalismo musicale duro, che non guarda
in faccia a nessuno, guardate alla più che secolare Musicians' Union
britannica (che per tanto tempo ha imposto il principio: se in tv si
sente una orchestra registrata, bisogna assumere per quella giornata tot
musicisti, anche a costo che non abbiano niente da fare). O le union
americane. Nulla a che vedere con i sindacalisti italiani.
Succedeva anche in Italia (non so se capita ancora): coro in tournee.... ne
servono 50 su 80.... premio trasferta anche ai 30 che sono rimasti a casa.

Certo... al peggio non c'è mai fine. Però non mi pare un argomento
sufficiente per rendere dignitosa la situazione in cui ci si trova.
E' vero, la tentazione può essere quella di dire che la mia affermazione sia
un luogo comune e condivido che la prima impressione che può dare è questa.
Dall'altra parte però mi pare di vedere (e mi riaggangio anche a vecchi post
tipo quello sui professori d'orchestra di un anno fa) che in Italia esiste
una percentuale quasi assoluta di gente che lavora nei teatri e negli enti
musicali con lo stesso approccio con cui si vanno a montare i bulloni alla
Fiat o con la stessa euforia con cui si prende parte all'ufficio tal dei
tali nel comune XY o nel ministero "tal dei tali". Poco entusiasmo e,
perdonami (non sarà per tutti così), poca voglia di lavorare, molta voglia
di privilegi e di incassare soldi, il tutto spesso protetto dai sindacati di
turno. Purtroppo il tanto sognato posto fisso insieme alla doverosa
sicurezza economica, in molte persone porta alla stasi cerebrale, anche
nella musica. Non è che ritengo di avere la soluzione in tasca... la realtà
è abbastanza complessa e me ne rendo conto, ma credo che se negli enti
musicali italiani ci fosse meno politica e meno sindacati, ne gioverebbe
sicuramente l'arte.

S.

Achting
2005-03-17 17:22:50 UTC
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Post by Luca Logi
Post by Kairaddin
No problem : ci metteremo Cofferati a dirigere.
O qualche altro della Triplice, no ?
a, nei momenti migliori, ve ne fossero oltre una decina.
Post by Luca Logi
Cofferati, per quello che riguarda i teatri d'opera, è sempre stato un
ultra moderato. Fu lui a dire (credo perdendoci qualche iscritto) che i
teatri d'opera erano servizi pubblici come i trasporti e gli ospedali e
che gli scioperi dovrebbero essere proibiti o quasi.
Come se nessuno sapesse che la CGIL è il braccio armato della sinistra e
che durante i governi dell'Ulivo non ha indetto neanche uno sciopero
generale in 5 anni... Come s enessuno sapesse che esistono gli scioperi
politici. Santa ingenuità!
Kairaddin
2005-03-16 16:12:13 UTC
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